SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tre scenari differenti, un unico filone. Con “Apriti Cielo” Ficarra e Picone abbandonano la strada della parodia e dei rapidi sketch, prediligendo lo svolgimento di un’unica trama. Ovviamente dai tratti esilaranti.

Acclamati da oltre ottocento presenti, esordiscono al Palariviera nei panni di due tecnici della tv, imbranati e sfortunatissimi, dal momento che scoprono il cadavere del padrone di casa a terra solo dopo aver tastato e maneggiato qualsiasi oggetto dell’appartamento, pistola fumante compresa.

E’ l’inizio dell’incubo, che nel caso dei due attori siciliani fa rima con comicità irresistibile. Ficarra le tenta tutte, invoca pure l’aiuto del Ministro Cancellieri, di cui però non possiede il numero di telefono.

Nel mezzo, il solito festival dell’assurdo. Salvo ha il vizio di non voler conoscere il finale di nessuna storia. Al cinema esce cinque minuti prima dell’epilogo, mentre quando legge un libro strappa puntualmente le ultime due pagine. In compenso, riempie le trame di interminabili particolari che stremano il povero Valentino: “Iniziò a raccontarmi Cappuccetto Rosso in prima elementare e in quinta doveva ancora finire. Ho passato cinque anni nel bosco, con lui che dava persino i nomi propri alle api”.

C’è il tempo per scoprire che tra il morto e la compagna di Ficarra era in atto da tempo una relazione e per uccidersi a vicenda, in un tentativo maldestro di non risultare sospettati dell’omicidio. Il pubblico applaude, la location cambia. Si passa alla sagrestia. Qui Ficarra e Picone sono rispettivamente un prete un po’ troppo birichino e un chierichetto bigotto: il funerale dei due tecnici è affidato a loro. “Fossi nato a Roma adesso sarei Papa”, è la convinzione di Salvo. “Ultimamente però vengono scelti solo stranieri”, gli fa notare Valentino. “Perché gli italiani certi lavori non vogliono più farli”, è la controreplica.

Si finisce col viaggio nell’Aldilà delle due vittime. Fanno anticamera, attendono il giudizio e sono chiamati a compilare un quiz.

Ficarra e Picone sorprendono sul palco e fuori. Due euro di ogni biglietto sono stati donati alla Sardegna, colpita dal ciclone Cleopatra, per un totale di circa 1400 euro. Alla vigilia era stata invece la volta del centro Cediser Arcobaleno e della sezione sambenedettese dell’associazione Persone Down, invitati gratuitamente allo show dall’organizzazione.

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