MARTINSICURO – Il Tar dell’Aquila sospende l’ordinanza del sindaco Camaioni che, dopo le rivelazioni dell’Arta della scorsa estate, aveva imposto alla Veco di attuare tutti i provvedimenti necessari per riportare i decibel emessi dai propri impianti entro i limiti consentiti dalla legge. L’unica conseguenza operativa fu però quella di ridurre i turni di lavoro da parte dell’azienda, eliminando in sostanza quello notturno (quello in cui venivano caricati i forni e dunque quello più rumoroso), con un conseguente calo di produzione, stimato intorno al 20-25%.

Da qui  partirono le proteste dei lavoratori e un vero e proprio braccio di ferro tra la proprietà dell’azienda e l’amministrazione comunale, culminato con il ricorso al Tar dei proprietari della fonderia. Inoltre,  il caso Veco fu portato in consiglio comunale, su una mozione presentata dal Pd. Durante l’incontro del 24 ottobre, in cui vennero ascoltati sia la proprietà che i rappresentanti delle segreterie sindacali, il capogruppo del Pd, Andrea Buonaspeme, chiese di mettere a norma il piano acustico attuale che presentava incongruenze tra le zone acustiche previste, penalizzando la Veco. La mozione fu votata all’unanimità e tutte le forze politiche sottoscrissero l’impegno a creare un tavolo tecnico che avrebbe dovuto regolarizzare il piano acustico della città truentina.

Nel frattempo, giovedi 21 novembre, è arrivata l’ordinanza del Tar dell’Aquila che ha sospeso di fatto quanto deliberato dal sindaco lo scorso 13 settembre, rimandando il riesame del caso al 18 giugno 2014.

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