GROTTAMMARE – Dalla Perla dell’Adriatico con lo sguardo verso San Benedetto. Ovviamente non a caso, considerata la contiguità fisica tra le due città, il cui confine è indistinguibile nella zona meridionale di San Benedetto. L’architetto Sandro Mariani, consigliere comunale del gruppo “Grottammare Futura”, ha scritto una nota stampa in merito alle decisioni che potrebbero essere prese dal Comune di San Benedetto su via Marsala, strada che congiunge il centro di San Benedetto con il confine con Grottammare. Di seguito la nota. 

Sono mesi di annunci e di decisioni già prese. Come tutte le amministrazioni annunciano scelte urbanistiche partecipate, cioè i cittadini partecipano alle decisioni già prese dall’amministrazione. Se ne discute nel quartiere come se la viabilità abbia un uso limitato ai soli abitanti… e gli altri? Perché Grottammare Futura sulle scelte proposte, anzi decise, dal comune di San Benedetto per via Marsala non è d’accordo? Di via Marsala ne fruiscono tutti. Anche i cittadini nel quartiere Ascolani, limitrofo quartiere di Grottammare, che per raggiungere il centro di San Benedetto troveranno l’ennesimo ostacolo.

Il doppio senso di via Marsala è importante alla mobilità degli abitanti dei due quartieri. È importante per non creare un’ulteriore frattura che porterebbe anche danni economici al già debole tessuto commerciale del territorio. Perché non si pensa a sveltire il traffico della statale con la realizzazione delle rotatorie? San Filippo, zona Ascolani, diventerebbe più scorrevole il traffico, con minor inquinamento. Nel frattempo l’amministrazione di Grottammare ha deciso di pedonalizzare un tratto di via Dante Alighieri impedendo di fatto il collegamento statale-mare nel quartiere Ascolani. Inevitabilmente il traffico statale-mare e viceversa si riverserà sul quartiere San Filippo con tutti i limiti e le code imposte dai semafori.

Queste sono le problematiche che i cittadini di questa vasta area metropolitana, non riconosciuta solo dai gestori della cosa pubblica, incontrano nella mobilità urbana. Le amministrazioni non dialogano, né si immedesimano nelle difficoltà quotidiane dei cittadini che per necessità, ogni giorno devono attraversare il tessuto urbano con regole sempre diverse e in contraddizione. Siamo già in ritardo nel cominciare a pensare ad una città aggregata, ad un agglomerato di oltre centomila abitanti, che va da Cupra Marittima a Centobuchi, con un solo sindaco e un solo consiglio comunale.

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