GROTTAMMARE – Terzo appuntamento con il ciclo di incontri “Sulle mie cattive strade” organizzato dalla Cooperativa Ama-Aquilone di Castel di Lama, questa volta a Grottammare. Tema dell’approfondimento di giovedì 22 novembre saranno le droghe sintetiche, oramai diffuse sempre più tragicamente e inconsapevolmente anche in provincia. Abbiamo intervistato Riccardo Sollini della cooperativa Ama-Aquilone.

GROTTAMMARE – Sarà dedicato alle droghe sintetiche l’ultimo seminario della minirassegna “Sulle mie cattive strade”, organizzata dalla cooperativa sociale Ama-Aquilone e dall’agenzia di stampa Redattore Sociale.

Dopo i due convegni svoltisi a settembre e a ottobre, rispettivamente ad Ascoli Piceno e a San Benedetto del Tronto, la serie di incontri sul narcotraffico si conclude giovedì 21 novembre alla sala Kursaal di Grottammare alle ore 17.30. Per l’occasione interverranno Fabio Bernardi, già capo della squadra mobile di Bologna. Attualmente direttore dell’ufficio antidroga per il Ministero degli esteri italiano in Iran e Raimondo Pavarin, sociologo sanitario, epidemiologo, esperto in epidemiologia delle dipendenze, membro della Consulta nazionale degli esperti delle dipendenze, dirige l’Osservatorio epidemiologico metropolitano dipendenze patologiche e il centro di documentazione sulle droghe dell’Azienda Usl di Bologna. I due ospiti saranno moderati da Giovanni Augello, giornalista di Redattore Sociale e fondatore di Narkoleaks.org.

Sempre alla sala Kursaal di Grottammare, dal 21 al 24 novembre, sarà inoltre possibile visitare la mostra fotografica “Gran vía”, risultato di un reportage realizzato dal fotoreporter fermano Giovanni Marrozzini che ha indagato e documentato, con la forza comunicativa della fotografia in bianco e nero, la vita di strada dei bambini della capitale del Paraguay, Asunción, tra storie di lavoro e abuso di crack.

La rassegna è nata con l’intento di esplorare le cattive strade del narcotraffico che collegano chi produce, esporta e vende sostanze stupefacenti a chi da queste sostanze si lascia avvelenare. Una storia che parte dal’Afghanistan o dal Messico e arriva in Italia, coinvolgendo contadini costretti a coltivare oppio o coca per sopravvivenza, narcotrafficanti, burattinai consapevoli del ruolo che giocano all’interno della politica mondiale e tossicodipendenti, spesso ignari di essere ingranaggi indispensabili di un sistema economico potentissimo.

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