SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Della Roland di Acquaviva posta in liquidazione erano tutti al corrente, delle 150 persone lasciate improvvisamente senza un’occupazione pure. Per questo motivo, mercoledì sera in Consiglio Comunale sarebbe potuto andare in scena un altro film. Al contrario, il copione ha previsto la semplice lettura di un comunicato da parte di un dipendente della multinazionale, senza che a ciò facesse seguito l’intervento di alcun esponente dell’emiciclo.

In fondo, se davvero si voleva concedere uno strappo alla regola (in una serata definita “particolare” dal presidente dell’assise Marco Calvaresi, considerati gli avvenimenti nazionali delle ultime ore), ci si poteva allargare, rompendo davvero gli schemi.

Si è persa ancora una volta un’occasione per non fare proclami ma per essere semplicemente umani”, accusa al termine dei lavori il centrista Domenico Pellei. “Uno scenario veramente triste, paradigma dell’incomunicabilità tra politica e cittadini, ancor più grave se si tratta di lavoratori della Roland Europe presenti in Sala consiliare per manifestare, in maniera peraltro molto dignitosa e composta, il dramma dell’improvvisa perdita del posto di lavoro”.

Per il consigliere dell’Udc, “la situazione è stata gestita male”, perché “andava manifestata la vicinanza delle istituzioni con un intervento da parte del sindaco o dell’assessore di riferimento (riferimento a Fabio Urbinati, munito di delega alle Attività Produttive, ndr)”.

Quella gente meritava una parola – conclude Pellei – sicuramente non una sfilza di buoni propositi, bensì una parola vera ed autentica di vicinanza e di impegno da parte dell’amministrazione. Non c’è regolamento consiliare che lo possa negare”.

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