SAN BENEDETTO DEL TRONTO –  Il consigliere comunale Pierluigi Tassotti ci ha comunicato telefonicamente  il suo risentimento dopo le recenti dichiarazioni del sindaco Giovanni Gaspari dei giorni scorsi “Non gli avrei concesso la presidenza, non è sereno. Per fortuna non faccio parte di quell’organo. Non sembra una presidenza sopra le parti, soprattutto in virtù degli incontri riservati avviati in questi giorni. E’ partito male”, le parole del primo cittadino.

Molto determinata la risposta del neo presidente “Mercoledì prossimo 20 novembre partiamo con la commissione di inchiesta per il caso stadio. Sono però molto arrabbiato per le dichiarazioni che il sindaco ha fatto nei miei confronti. Insinuazioni che non può permettersi. Io, nella mia vita privata, incontro chi mi pare. A proposito di una mia mancanza di serenità credo che l’appunto debba farlo non a me ma a se stesso visto che è evidente la sua intenzione di mettere le mani avanti cercando di destabilizzare il mio lavoro ancor prima che lo iniziassi. Chi non ha nulla da temere attende gli eventi in silenzio non con polemiche inutili. Contrariamente a come si è comportato lui con i suoi viaggi a Roma verso le residenze di Lotito e Milone, ai quali non ha fatto mai seguito con conferenze stampa e resoconti di quanto stava avvenendo, il sottoscritto e l’intera commissione inizieranno un percorso trasparente durante il quale informeremo la città in tempo reale”

Non resta che attendere nella speranza che la commissione presieduta da Tassotti arrivi a portare alla luce tutti quei lati oscuri che avvolgono la vicenda stadio sin dal suo inizio, durante il quale lo stesso consigliere comunale ebbe un ruolo importante in quanto molto vicino a Spina, Cinciripini e Pignotti. Coloro cioè che diedero il via alla sistemazione e copertura dell’impianto per la gioia di tutto il popolo sportivo sambenedettese. Dopo e durante è successo qualcosa che potrebbe avere avuto un ruolo determinante nel ridicolo fallimento che ha coinvolto la Sambenedettese Calcio dopo una promozione raggiunta sul campo. La sentenza appare ardua ma potrebbe ridare un pizzico di fiducia ai politici nostrani (di tutti i colori) , mai così inconcludenti come nell’ultimo decennio.

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