Da ESPRESSO ROSSOBLU N. 1186

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un risultato così rotondo contro la terza in classifica, dopo aver (15 giorni fa) bistrattato seppur per un solo tempo la seconda Castelfidardo (e 15 giorni prima l’altra terza), dà l’esatta dimensione dello strapotere dei rossoblu che stanno facendo un campionato a parte. A conferna di quanto detto dal presidente Moneti ad inizio campionato “Voglio stravincere”.

Per capire come sarebbe andata tatticamente la gara bastava guardare le date di nascita delle formazioni iniziali:  la Samb con i soliti due under in estrema difesa, l’Urbania con due 95 in attacco e con i più esperti in difesa per provare ad arginare l’attacco rossoblu, ‘atomico’ per la categoria. Ceccarini aveva in panchina addirittura un classe 1998, un 15enne!

L’altro dato importante viene dalla loro differenza gol, più 4, con soli 7 subiti, oggi ne ha subiti uno meno della metà di quelli subiti nelle precedenti nove gare.

Si spiega così il ritardo con cui è arrivato il gol del vantaggio, la squadra ospite forte ed e sperta in difesa ha resistito sino a quando ha corso più dei rossoblu dando tutto, appena hanno rallentato Baldinini con Tozzi Borsoi nella veste di suggeritore ha fatto gol. Non poteva essere diversamente. Chiaro che, una volta passati in vantaggio, i rossoblu trovassero qualche spazio in più ed anche il gioco è migliorato. Stavolta a conferma di una maturità maggiore, la squadra di Mosconi non ha mai dato segni di quella presunzione che in passato ha procurato qualche brivido (per il risultato) di troppo ai tifosi rossoblu. L’unico brivido, che sarebbe stato comunque ininfluente, è venuto dal portiere Zuccheri che si è fatto sfuggire un pallone nell’area piccola che soltanto per sfortuna degli avversari non è finito dentro la nostra porta.

Mantenere un ragazzo in porta non ancora pronto per gare vere, seppur di Eccellenza, è un altro segnale della forza della formazione allestita da Moneti e Arcipreti.

Una buona parola la merita anche Mosconi che, con grande umiltà (mi sembra una delle doti migliore del suo carattere), ha saputo far capire ai ragazzi che la presunzione nel calcio è più nemica e determinante della forza degli avversari. Sta “ricostruendo” anche De Rosa. Veramente bravo e competente.

Mi auguro adesso di non dovermi pentire del mio grande ottimismo che in questo momento, però, ritengo estremamente reale.

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