SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il primo ad entrare in sala stampa è il direttore sportivo Alvaro Arcipreti.

“Il terzo gol è stato molto bello ci riconcilia con questa categoria. La partita dopo il gol del vantaggio è totalmente cambiata, abbiamo interpretato bene quello che dovevamo fare, non vinciamo solo con un gol di scarto. Se continuiamo con questo stato mentale riusciremo a toglierci delle soddisfazioni. A livello difensivo non abbiamo corso molti problemi, faccio i complimenti a Zuccheri, sono contento per lui perché sappiamo com’è la situazione, è un ragazzo giovane, noi gli siamo vicini e piano piano si sta conquistando la sicurezza dovuta.

Traini lo conoscete bene, lui esce fuori in questo momento della stagione. Ma è la mentalità della squadra, anche sul 3-0, sul finale, vedevate Tozzi Borsoi e compagni rincorrere il pallone e lottare ancora. De Rosa? Sicuramente ha stentato all’inizio del campionato, ma poi fa vedere delle cose tecniche che in Eccellenza è difficile vedere. Oggi è rientrato anche Varriale, ora pensiamo a sabato prossimo, credo giocheremo a Monte Urano”

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MONETI: “Abbiamo un po’ faticato perché volevamo vincere 18-0…. a parte gli scherzi, non abbiamo giocato con la solita energia, perché sappiamo fare anche meglio, all’inizio l’altra squadra s’era chiusa e noi abbiamo sbagliato qualche gol. Poi sul 3-0 la partita è diventata anche noiosa.

Sull’area Brancadoro è chiaro che non è del comune ma dei privati, per precisione una società.  A Gaspari ho detto che l’area deve rimanere ai sambenedettesi, innanzitutto alla Samb farebbe delle economie enormi, non bisognerebbe realizzare nuovi spogliatoi, è adiacente allo stadio, e poi si riuscirebbe a fare uno spazio per le giovanili rossoblu. I campi in zona Ipsia sono stati già assegnati alla Samb Calcio ma non hanno nulla a che vedere con la Samb che ha bisogno di 4 campi, due in erba e uno in sintetico come minimo, per prima squadra e settore giovanile.

Capisco che stampa e tifosi sono impazienti, ma io sono abituato a dire le cose quando sono compiute, vi dico che ci sono buone possibilità che lo stadio possa essere messo finalmente a norma. Io sono soddisfatto di quello che sto portando avanti e di cui ho parlato con il sindaco, ma sarò veramente soddisfatto quando le cose saranno realizzate.

Il calcio sta cambiando, c’è una società che si chiama Entella che ha 13 soci e 170 sponsor. Le società in serie C stanno davvero andando in fase di liquidazione, la crisi economica mangia per primo i settori dove non si guadagna. Quindi a San Benedetto occorre costruire una società solida, la C2 non c’è più perché non ci sono più le squadre, in 5 anni sono sparite 100 squadre”

CECCARINI “La Samb in questa categoria non può avere rivali, non la merita assolutamento. Oggi a livello di gioco abbiamo retto, certo quando si ha un centravanti come Tozzi Borsoi allora le differenze emergono tutte, fa la differenza. Castelfidardo è una buona squadra per questa categoria, la Samb è fuori categoria”

BALDININI “E’ stato facile perché Tozzi Borsoi mi ha regalato due assist semplici da mettere dentro. L’Urbania gioca un buon calcio palla a terra, quindi non potevamo scoprirci alle loro ripartenze, nell’occasione che siamo riusciti a crearci poi abbiamo segnato, siamo stati bravi”

MOSCONI “La prima mezz’ora potevamo fare meglio, loro hanno avuto atteggiamento remissivo e allora abbiamo un po’ sofferto, ma tante squadre giocheranno così contro di noi. Sta a noi riuscire a trovare il bandolo della matassa e accorciare i tempi, loro stavano tutti dietro anche sul 3-0. Sia il gol dell’1-0 e sul 3-0 sono soluzioni offensive che proviamo in allenamento quindi c’è stata molta soddisfazione nel vederli applicati con successo. In difesa adesso sembra che abbiamo trovato l’equilibrio giusto, le mie squadre di solito sono tra quelle che segnano di più e subiscono meno.

Non è vero che abbiamo giocato palla lunga, anche all’inizio abbiamo continuato a giocare e ad esempio Amaranti è arrivato sul fondo per 3-4 volte per crossare in mezzo, il che non è poco. Se abbiamo sbagliato qualcosa anzi è stato negli ultimi minuti quando, sul 3-0, tentavamo troppo di giocare in profondità invece che allargare il gioco.

Per portare più gente allo stadio dobbiamo salire di categoria, questa piazza è come un animale ferito, ci vuole tempo e pazienza. Non si vive di ricordi, bisogna guardare al futuro. Mi sono arrabbiato su un contropiede preso da calcio d’angolo, ma è andata bene. Non si regala niente, il gioco si ferma quando l’arbitro fischia, perché queste sono le regole, dovremo farlo, e comunicare agli avversari che noi non butteremo la palla fuori senza che l’arbitro fischi”

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