MONTEPRANDONE – “Sono molto amareggiato dal fatto che in questo momento così difficile il Presidente stesso rinunci a fare squadra e si lasci andare ad attacchi personali che ritengo fuori luogo”: così il sindaco di Monteprandone Stefano Stracci risponde a quanto affermato, con una nota stampa, dal presidente della provincia di Ascoli Piero Celani in merito agli allagamenti in Contrada Isola di Colonnella.

“Sono amareggiato innanzitutto perché se anche io e Celani siamo molto distanti politicamente, tra me e lui c’è sempre stato un rapporto di stima personale e leale collaborazione istituzionale. Mi dispiace constatare in questo momento che i demagoghi cercano i colpevoli, gli amministratori seri cercano le cause di un evento che al di là della sua straordinarietà poteva essere limitato con un maggior lavoro di coordinamento”, continua il primo cittadino.

“Vengo ai fatti: ribadisco e i tabulati telefonici possono confermarlo, che dalle ore 1:30 alle ore 2 di martedì 12 novembre ho tentato di contattare la sala operativa della Protezione Civile cercando di avere un referente provinciale che potesse conoscere l’impianto di sollevamento e portare le chiavi in loco, perché era chiaro che lo stato di allagamento si stava estendendo in maniera preoccupante nella zona del raccordo con la superstrada – afferma Stracci – Il fatto che il presidente giustifichi con un black out il mancato funzionamento delle pompe di sollevamento non riduce in nessun modo la responsabilità di chi è chiamato a governare un ente complesso come la Provincia di Ascoli”.

“Infatti il black out ha provocato l’accensione del generatore di elettricità che però non ha avuto carburante a sufficienza per azionare il sistema di pompaggio al momento dell’innalzamento delle acque. Operai del Comune attivati alle 4:30 del mattino affermano di aver trovato le paratie sul Tronto aperte anziché chiuse come conviene in casi del genere”, fa notare Stracci.

“Inoltre non si può dire che se anche la pompa fosse stata regolarmente in azione allora ci sarebbe stato comunque l’allagamento, perché sicuramente i danni sarebbero stati limitati. Capisco il nervosismo del presidente della provincia e me ne dispiaccio ma credo che sta sbagliando atteggiamento: non voglio né buttare la croce su di lui né – e come sindaco di un ente so cosa significa – affermare che lui possa essere il solo responsabile di eventuali errori dell’ente che rappresenta” premette Stracci.

“Tuttavia per rimediare a quanto accaduto occorre prima ricostruire la veridicità dei fatti, e poi prendere gli accorgimenti necessari perché ciò non avvenga più: ad esempio è paradossale che per impianti così importanti non esista un sistema di telecontrollo che permetta l’attivazione anche a distanza nel caso il sistema automatico dovesse avere dei problemi. Ricordo inoltre che delle tre pompe di cui si discute, al momento due sono ripartite, mentre una terza non torna in funzione”.

Altro aspetto che può sembrare assurdo è il tema delle “chiavi” delle pompe di sollevamento: “Queste devono essere a disposizione anche dei comuni di Monteprandone e Colonnella per evitare che in situazioni di emergenza, magari in piena notte, occorra rintracciare i responsabili in Provincia o in Protezione Civile”.

L’appello finale di Stracci riguarda appunto Celani: “Chiedo al presidente della provincia di fare squadra con i territori danneggiati e i cittadini per fare in modo che chi abbia subito dei danni non resti abbandonato come accaduto in passato”.

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