SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un’apparizione fugace all’ex galoppatoio, dove giovedì mattina ad attenderlo c’erano almeno settanta militanti. Ma prima di far tappa in Ascoli, Gianni Cuperlo ha voluto comunque confrontarsi con i dipendenti della Roland di Acquaviva, che hanno illustrato al candidato alla segreteria nazionale del Pd la delicata situazione che li coinvolge.

“Ci sono tante situazioni simili a quella della Roland”, ha spiegato Cuperlo. “Questa crisi non è come le altre, ha avuto un impatto unico sul tessuto economico, produttivo e sociale del Paese. La politica deve intervenire. In tal senso, so che Pietro Colonnella si è già rivolto al sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico Claudio De Vincenti, comunicandogli il problema”.

Cuperlo snocciola dati: “Abbiamo perso 9 punti di Pil in sei anni. La crisi del 1929 costò all’Italia 5 punti, mentre nella prima guerra mondiale il crollo fu dell’8.8. Ci sono aziende che fanno innovazione che tuttavia si ritrovano ugualmente in un contesto dove il loro settore va in difficoltà e non regge. Stiamo ipotecando il destino della prossima generazione. Il problema investe loro e al contempo i cinquantenni che da un giorno all’altro si ritrovano senza lavoro. Non è solo un problema di reddito, ma anche di dignità personale”.

Oltre a Ucchielli, Perazzoli e Colonnella, spiccavano in platea Loredana Emili, l’ex onorevole Pietro Paolo Menzietti e l’ex segretario dell’Unione Comunale, Felice Gregori. Assenti invece tutti i componenti dell’amministrazione comunale ed il coordinatore provinciale Antimo Di Francesco.

“Siamo il più grande partito di sinistra in Italia e uno dei più importanti d’Europa – ha proseguito Cuperlo – dobbiamo dire con orgoglio ciò che siamo e quali soggetti vogliamo rappresentare e tutelare. Non si aderisce al Pd solo quando c’è da andare a votare alle primarie. Bisogna dedicarsi a tempo pieno al partito. Non possiamo considerarlo un secondo lavoro”. Ogni riferimento a Renzi era voluto.

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