MONTEPRANDONE – Conta dei danni con qualche sospiro di sollievo. Perché, se difficoltà ci sono state, è anche vero che, senza alcuni recenti accorgimenti, forse le cose sarebbero addirittura andate peggio. Parliamo del Ciclone Venere che ha colpito duramente anche Monteprandone, in particolare nella bassa Vallata del Tronto, in Contrada Isola di Colonnella.

“Qui l’acqua è salita anche di quattro metri sul livello del terreno – spiega il sindaco di Monteprandone Stefano Stracci – Stiamo parlando di una zona che oltretutto non è neppure Comune di Monteprandone, ma Comune di Colonnella, anche se qui sono intervenuti uomini della Protezione Civile e della Polizia Municipale di Monteprandone”. Si fa riferimento alla zona oltre l’A14: oltrepassato il Big Mat vi è ancora la struttura del Mercatone Uno, ma in territorio abruzzese. Tuttavia l’ondata di piena da qui si riversa oltre il sottopasso stradale, con problemi ad aziende e abitazioni monteprandonesi.

“Purtroppo le paratie che regolano il flusso di acqua dai fossi affluenti al Tronto, e che dovrebbero abbassarsi quando il livello del Tronto è tale da defluire al contrario nei fossi stessi, non hanno funzionato” spiega il sindaco. Esattamente come nel 2011. Le paratie sono azionate da un motore automatico e, nel caso questo si inceppi, possono essere abbassate manualmente: purtroppo, quando l’acqua sale talmente di fretta, non è più possibile neanche recarsi in loco. Ecco allora che dal Tronto si riempiono i fossi.

“Ma al contrario del 2011 i danni sono stati limitati alla Contrada Isola di Colonnella, grazie ai lavori effettuati a Fosso dei Galli: qui sono stati innalzati gli argini per 750 metri, con il contributo di 150 mila euro del Comune di Monteprandone, 150 mila euro della Provincia di Ascoli, 104 mila euro del Comune di San Benedetto. “Infatti non si è verificato alcun allagamento in zona Agraria e a Fosso dei Galli, e questo nonostante la burrasca marina fosse molto più forte rispetto al 2011, e quindi il Tronto ha avuto enormi difficoltà a defluire in mare: assicuro che la quantità di fango affluita a Fosso dei Galli è stata di molto superiore a quella del 2011“.

Resta, ora, cercare di risolvere il problema delle paratie. Prima che sia troppo tardi.

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