SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Precipitazioni piovose non eccezionali, vento invece davvero “ciclonico”. Questo il consuntivo di due giorni da tregenda per il “Ciclone Venere“, transitato anche a San Benedetto con numerosi danni anche se, considerate le proporzioni dell’evento, la città – abituata invece ad annaspare ogni due gocce d’acqua – ha retto bene l’urto.

“Giornalmente sono caduti sulla costa circa 50 millimetri di pioggia al giorno – spiega il sindaco Gaspari in una conferenza stampa nella sede della Protezione Civile di San Benedetto – Ma è il vento che ha causato numerosi problemi”. Anche un po’ di panico: “E’ normale che specie a Porto d’Ascoli vi sia apprensione per quel che può accadere al fiume Tronto, ma il fiume è rimasto sempre al di sotto dei livelli di guardia”. Al massimo, nella mattina di mercoledì, è arrivato ad un metro dall’arco del ponte stradale, ricostruito due anni fa e per questo più capiente: “In questi anni si è provveduto ad allargare gli argini, quindi il Tronto riesce a contenere una maggiore quantità di acqua”. E anche la “psicosi” dell‘apertura della diga di Talvacchia viene ridimensionata: “Questo pomeriggio, 13 novembre (si legga qui la cronaca) sarà aperta, ma si tratta di 30 metri cubi d’acqua al secondo che si riversano sul Tronto, non determinando problemi”.

Per quanto riguarda le mareggiate, Gaspari afferma che “spero che il progetto per il pennello sull’Albula possa dare un ulteriore contributo ad arginare la forza delle onde. Abbiamo deciso di chiudere il tratto sud più per sicurezza che per effettiva necessità”.

Ma non mancano le stilettate, invece, alla Provincia di Ascoli. Sempre in merito al Tronto, in relazione alla situazione del ponte ferroviario (con campate ridotte rispetto al nuovo ponte stradale e perciò a rischio di trattenimento dei copiosi detriti legnosi trasportati), Gaspari afferma: “Chiedetelo al Vicepresidente della Provincia Pasqualino Piunti. Diceva che i lavori dovevano essere finiti lo scorso mese di dicembre… o forse il prossimo mese di dicembre, chissà”.

Ma per la Provincia non finisce qui: dopo il nuovo allagamento in Contrada Isola di Colonnella, molto simile a quello avvenuto nel marzo 2011 – allora con piogge più insistenti e quindi ripercussioni più gravi – Gaspari fa notare come “al di là del funzionamento delle paratie, devo ricordare che nel 2011 tracimò anche Fosso dei Galli e anche allora fu detto dalla Provincia che i lavori sarebbero stati presto eseguiti per metterlo in sicurezza. Chiedetelo a loro”.

Vi è un po’ di soddisfazione da parte del sindaco, perché le tradizionali “zone rosse” della città non hanno subito allagamenti: “Via Valtiberina o la zona di via Calatafimi e Piazza San Giovanni Battisti hanno retto, persino il presidente del quartiere Marina Centro Pierfrancesco Troli, sempre molto critico, ci ha fatto i complimenti. Anche i sottopassi stradali non si sono allagati”.

In merito al progetto di Piazza San Giovanni Battista Gaspari spiega che la settimana scorsa si è recato al Ciip: “Ho chiesto loro se i lavori dovessero spettare o tutti a noi, o tutti a loro, perché questo stato di incertezza non è cosa buona. I dirigenti Ciip hanno assicurato che cureranno l’intero progetto, per cui ora i lavori dovrebbero partire. Si giocano la loro credibilità”.

I responsabili della Protezione Civile di San Benedetto, Vinicio Cipolloni e il coordinatore Gualtiero Chiappini, espongono i dati di tre giorni vissuti all’erta: “Continueremo ad esserlo ancora nei prossimi giorni. Circa 45 volontari si sono alternati per la sicurezza della città. Un plauso anche alle Protezioni Civili dei comuni limitrofi”.

Anche perché, purtroppo, per venerdì e sabato è attesa una nuova forte perturbazione piovosa.

Per informazioni: 0735781486

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