Combattere è il suo incipit. Nonostante gli infortuni tornano spesso a fargli visita, Andrea De Florio li accoglie e li concede con la simpatica solarità propria dell’ uomo del Sud. Generoso quando serve su un piatto d’argento la ciliegina del gol, ammaliatore quando fa scivolare dai guantoni avversari tipicità gallipoline.

Sei arrivato nel lontano 2010 durante il mercato di riparazione e le prime impressioni furono ottime. A distanza di tre anni sono ancora così?
“Se le mie impressioni erano ottime quando sono arrivato il tempo mi ha dato solo conferme e addirittura superato ogni immaginazione”.

Convivi da diversi anni con gli infortuni eppure combattere è il tuo primo obiettivo.
“Spesso sono stato indisponibile ma amo questo sport e non riuscirei a stare lontano. La società mi è sempre stata vicino. Sarebbe stato facile mandare via un giocatore che si infortunava spesso invece mi ha aspettato e con tanta pazienza le soddisfazioni arrivano”.

Hai mai pensato di smettere dopo l’ennesimo stop?
“Mi è capitato di pensare di abbandonare. Più che altro a casa erano stufi di vedermi sempre malconcio. Però e più forte di me. Non riesco a fermarmi e in campo non tiro mai indietro la gamba”.

Tra i tuoi compagni di reparto c’è qualcuno con cui hai più intesa o ognuno riesce a darti qualcosa?
“Mi trovo bene con tutti. Pur avendo giocato 4 anni in Eccellenza ed altrettanti in Promozione nel calcio non si finisce mai di imparare e da ognuno di loro cerco di prendere il meglio”.

Gallipoli- Porto d’Ascoli: cosa hanno in comune?
“Gallipoli e Porto d’Ascoli oltre ad avere in comune il profumo del mare, posso dire che sia a Gallipoli che a Porto d’Ascoli posso dire di avere una famiglia”.

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