SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Pierluigi Tassotti alla fine ce l’ha fatta: è lui il presidente della Commissione d’inchiesta chiamata a fare chiarezza sulla tormentata questione relativa al Riviera delle Palme. L’accordo, inseguito per oltre due mesi, è stato siglato solo grazie al compromesso del “non voto” da parte dei componenti della maggioranza, con l’esponente del Popolo della Libertà eletto quindi con le quattro preferenze dell’opposizione.

Giuseppe Laversa (suo vice), Pierfrancesco Morganti, Alessandro Zocchi, Roberto Bovara, Silvano Evangelisti e Gianluca Pasqualini hanno dapprima garantito il numero legale per avviare la seduta (all’appello mancavano Riego Gambini e Palma Del Zompo), per poi ritirare le schede al momento della nomina di Tassotti.

Il Pd ha contestato l’atteggiamento della minoranza “che si è arroccata su un solo candidato, impedendoci di valutare su un’ampia rosa di nomi”. Una “decisione non condivisa”, che però andava di pari passo con la promessa del sindaco di offrire l’ambita carica al centrodestra.

Rimandare ancora non era possibile. Ad un mese dalla prima votazione (che si risolse con un nulla di fatto) e a più di sessanta giorni dal Consiglio nel quale venne istituito l’organo, era doveroso uno scossone. “Non abbiamo offerto un grosso spettacolo – ammette il centrista Pellei – agli occhi di tutti è parsa una telenovela, finalmente ci mettiamo al servizio della cittadinanza”.

Il fischio d’inizio verrà dato presumibilmente il 21 novembre. “Non sarà un plotone d’esecuzione – garantisce il neopresidente – chiederemo l’accesso agli atti, valuteremo questa vicenda dal 2009 ad oggi, analizzeremo gli errori commessi ed infine relazioneremo in assise”. La cadenza dei confronti sarà settimanale: “Cinque-sei in tutto, sino a fine gennaio quando comunicheremo i primi risultati. La città si aspetta che venga fuori una volta per tutte la verità, dalla a alla z, questo è il nostro compito. Al resto ci penserà la Procura. Ringrazio il mio partito. Ha subito pressioni affinché optasse per un altro nome, ma non ha ceduto.  La responsabilità è pesante, la gente è stanca delle chiacchiere. Io in quella Samb ebbi un ruolo marginalissimo. Non insabbierò e non crocifiggerò. Intendo solo capire”.

CALVARESI ATTACCA PIUNTI In serata la polemica è comunque scoppiata sui social-network. Protagonista il presidente del Consiglio Comunale, Marco Calvaresi, forse irritato per la presenza nell’emiciclo di Pasqualino Piunti. “Al termine – ha scritto su Facebook – intervento da professore da uno che non riesce a tenere le scuole a San Benedetto. Evanescenza allo stato puro”.

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