SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il fugace corteggiamento da parte del Partito Democratico sarebbe andato in scena durante il Consiglio del 30 ottobre scorso, a quattro giorni dal Congresso Comunale. Nulla di strano se solo il destinatario dell’avance non fosse stato un esponente dell’Italia dei Valori. “Mi hanno chiesto di iscrivermi – rivela Giancarlo Vesperini – ho declinato, ho detto no. Non posso mica passare da una parte all’altra”.

La confessione del dipietrista non fa altro che rialimentare un fuoco che fatica a spegnersi, tra accuse trasversali e rancori profondi. La corsa al tesseramento, in vista della sfida tra Sabrina Gregori e Gianluca Pompei, non ha evidentemente conosciuto limiti e ostacoli di colore politico. Anche se Vesperini ammette di esserci rimasto male. “Io non vado dagli altri a chiedere un voto senza presentare una mozione o un progetto politico. Il contatto è stato veloce, dal versante che sosteneva la Gregori”.

E se una preferenza non sposta l’ago della bilancia, è pur vero che al contempo racconta limpidamente la frenesia generata da un appuntamento dipinto in Riviera come un referendum sull’amministrazione comunale. “Penso fosse una strategia – prosegue il consigliere comunale – forse erano in crisi numerica, si percepisce una guerra tra fazioni, ma io credo nella serietà dei comportamenti. Cerco di resistere alle tentazioni, la politica è una cosa seria, nonostante il livello sia sceso sotto lo zero”.

Nel 2012 gli iscritti al Pd sambenedettese sono stati 453, mentre il 3 novembre i votanti  hanno toccato le 566 unità (a cui si sommano i militanti rimasti a casa). Il match più combattuto è andato in scena al circolo centro, dove i tesseramenti in più sono stati 94 (da 142 a 236) e Roberto Giobbi si è imposto di appena 11 lunghezze su Iacopo Zappasodi. “Non vedo niente di strano – ha commentato l’ex segretario dell’Unione Comunale – visto che qui si svolgeva la sfida più dura, con i supporters di entrambe le parti che hanno spinto alla partecipazione”.

Qualora si fosse iscritto, Vesperini avrebbe votato proprio in quella sezione, essendo residente nel quartiere Santa Lucia. Intanto, per il futuro ci si guarda attorno: “L’esperienza dell’Idv si è purtroppo arenata. Potrei avvicinarmi al Centro Democratico. Ammetto che ho il rammarico di come è finita l’avventura di Monti”.

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