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RIPATRANSONE – Nel “paradiso” del Monastero delle Suore Passioniste di Ripatransone non poteva mancare un giardino – anzi due per la verità – davvero rigoglioso. Almeno un tempo. RivieraOggi.it è venuta in possesso di alcune immagini relative a pochi anni fa, con le quali si testimonia la ricchezza della vegetazione e degli ortaggi piantumati nel cortile interno al Monastero dove è sepolta Suor Addolorata Luciani, Serva di Dio. E infatti non sono pochi, tra coloro che stanno presidiando il Monastero, che ricordano come gran parte del raccolto venisse adoperato per le funzioni interne del Monastero. E come in diversi aiutassero le suore a mantenere – è il caso di dirlo – tanto ben di Dio che la terra agevolmente restituiva.

Oltre al giardino suddetto, poi, ve ne è un secondo, di fronte, compreso fra il Monastero e una abitazione interna alle mura che lo cingono: spazio anche più ampio dell’altro, e anche questo un tempo ricco e ben coltivato.

Cosa resta di questi due spazi oggi? Solo erbacce e spazi incolti. Che ciò dipenda dalla nomina di Suor Camilla, Madre Superiora del Monastero di Tarquinia, dal 2011 anche a Madre Superiora del Monastero di Ripatransone, è una allusione tanto facile quanto, da noi, non dimostrabile: per cui non possiamo raccoglierla, anche se il mormorio popolare, a Ripatransone, ha un suo peso. Certamente, se in tanti parlano di ortaggi letteralmente sradicati, e se comunque quanto da noi fotografato corrisponde a indubitabile realtà, quello che sta accadendo oggi al Monastero – ovvero la volontà di Suor Camilla di trasferire a Tarquinia quattro ultraottuagenarie suore, che da decenni vivono a Ripatransone, e quindi trasformare il Monastero in un’oasi, ma deserta – è soltanto il primo piatto di un contorno da tempo servito.

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