SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La domanda è d’obbligo, la risposta prevedibile, anche se non del tutto scontata. “Pure l’anno prossimo nel cast di Squadra Antimafia? Chissà”. Andrea Sartoretti lascia le porte aperte alla fiction di Canale 5 e non smentisce una possibile partecipazione alla sesta stagione, attualmente in fase di lavorazione a Catania proprio mentre vanno in onda le puntate della quinta.

Prova di una fiducia assoluta della rete nei confronti di un prodotto che negli anni ha completamente rivisto il concept iniziale, passando dal racconto quasi documentarisco delle avventure della squadra Duomo ad uno stile decisamente surreale. Avanti quindi con l’incredibile passione tra la malavitosa e il vicequestore, le costanti evasioni dal carcere, le puntuali imboscate e gli omicidi a ripetizione. “E’ assolutamente fumettistico – ammette l’attore – è un racconto diabolico, in tutti i sensi. Ed è giusto che sia così. I fatti che succedono sono volutamente esagerati. Io mi sono divertito moltissimo”.

Sartoretti, subentrato in corsa a partire dal quarto capitolo della saga, interpreta il boss Dante Mezzanotte. Identità con la quale è stato accolto nella notte di Halloween al Kobe di San Benedetto. “E’ normale che avvenga – ride lui – sto al gioco, fa parte del mio lavoro. Per il pubblico Mezzanotte è un personaggio reale”.

Con Marco Bocci, Francesco Montanari, Edoardo Pesce e Greta Scarano aveva già lavorato in occasione di “Romanzo Criminale”. “Ho ritrovato vecchi amici, persone brave e professionali. Mi sono trovato alla grande”. Nei panni del Bufalo deve a Sky “la possibilità di aver realizzato una serie, esattamente come se fosse un film per il cinema lungo 22 puntate”.

C’è poi “Boris”. Qui Sartoretti ha lasciato il campo al suo lato ironico, raccontando le contraddizioni presenti nel mondo della televisione. Attori scarsi e raccomandati, chiamati a recitare un copione improvvisato ed approssimativo all’interno di un contesto cialtronesco. “Era una presa in giro. Non riguarda però Squadra Antimafia, che ha dimostrato di essere qualcosa di diverso, l’esatto contrario. Non a caso, la Taodue sta molto attenta a selezionare il cast”.

Dopo tre stagioni ed una trasposizione al cinema, “Boris” è terminato momentaneamente in soffitta. “Al momento non è previsto un ritorno – informa Sartoretti – se dovesse esserci un’idea abbastanza forte potrei ripropormi. Occorre un progetto credibile, non legato ai motivi commerciali. Ripresentarsi solo in virtù del successo ottenuto non mi sembra giusto”.

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