SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Pd contro Pd. Sì, ma quale Pd? Domenica il Congresso sambenedettese eleggerà il nuovo segretario comunale del partito. Gli iscritti dovranno scegliere tra Sabrina Gregori e Gianluca Pompei. Due trentenni, due giovani, due esempi di rinnovamento praticato e non solo predicato. A parole. Perché poi la realtà racconta di endorsement imponenti e, a volte, invadenti.

Prendiamo la prima. Cugina di Felice e nipote di Primo, la Gregori vanta l’appoggio di Giovanni Gaspari e dei suoi fedelissimi. Mai una critica all’amministrazione, mai una osservazione, mai un dubbio sull’operato di questo o quell’assessore. Per la candidata che non vive di politica (così s’è definita) i panni sporchi non si lavano in pubblico. Il problema però è che le strigliate di capo non avvengono manco tra le quattro mura. La Gregori ha promesso un partito aperto. Rimane soltanto da capire se alle riunioni del suo Pd torneranno a far parte anche Loredana Emili e Sergio Pezzuoli, dissidenti che, da quando hanno giustappunto dissentito, sono stati cortesemente sbattuti fuori dalla porta.

Dall’altra parte ecco invece le speranze di Pompei, ex coordinatore dei Giovani Democratici spinto dall’eccitazione della rincorsa. Sa di essere sfavorito e ciò gli regala l’entusiasmo delle sfide impossibili. Guai però a dipingerlo come Calimero. Alle sue spalle spiccano infatti Paolo Perazzoli e Pietro Colonnella, due pilastri della politica locale nell’ultimo ventennio, capaci di raccogliere assieme alle Regionali del 2010 circa 10 mila preferenze. Figure che spostano voti e che possono indirizzare i consensi. Ma al contempo consegnano a Pompei l’etichetta scomoda del “telecomandato”.

L’appuntamento del 3 novembre indosserà il vestito del referendum, contenente un quesito preciso: favorevoli o contrari alla giunta Gaspari? E se il primo cittadino potrebbe tremare per un esito negativo, c’è pure chi sulla popolarità ai minimi storici dell’amministrazione ha basato le esternazioni degli ultimi dodici mesi. Non è dunque difficile immaginare che una debacle di Pompei non andrebbe digerita solo da quest’ultimo. “Punto ai mille iscritti e ad assemblee cicliche senza filtri”, promette lui. Chissà se la mission sarebbe la medesima qualora la sua corrente fosse maggioritaria in Riviera.

Lui ‘cuperliano’. Lei ‘civatiana’, con addosso ancora la passione per Bersani. Gli accostamenti al nazionale sono tuttavia severamente vietati dal regolamento. Meglio così, soprattutto per i ‘renziani’, costretti a sopportare affermazioni alquanto gelide della Gregori sul rottamatore.

In un anno, il Comitato Adesso Sbt ha raccolto innumerevoli adesioni. I propositi di nuova politica hanno ben presto fatto i conti con i vecchi metodi. A partire dall’elezione a presidente dell’assessore Urbinati, che ha appiattito l’associazione alle logiche amministrative. La candidatura di Andrea Manfroni, ritirata in fretta e furia, rappresenta l’occasione persa, la scommessa non tentata, il rigore non calciato. Il risultato, decisamente imbarazzante, è il ruolo di vicesegretario offerto a Tonino Capriotti, che sentenzia: “Bisogna volare alto, per vedere meglio”. Scusate, ci siam persi qualcosa…

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