SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Altrove non vedo le asprezze che ci sono qui, ce le stiamo dando di santa ragione”. Pietro Colonnella analizza con amarezza la situazione sambenedettese in vista del congresso del Pd del 3 novembre, che vedrà sfidarsi Gianluca Pompei e Sabrina Gregori. Una battaglia dura, senza esclusione di colpi, dove gli attacchi volano ad altezza d’uomo. Le ultime stoccate in ordine di tempo sono giunte dall’assessore Fabio Urbinati, assai critico nei confronti di Perazzoli, Emili e dello stesso Colonnella.

“Paolo è stato il primo sindaco eletto ad elezione diretta, ha governato per due mandati ed è stato riconfermato al primo turno, ha aperto una stagione nuova. Per quel che mi riguarda, sono stato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: mai San Benedetto aveva goduto di un esponente a quei livelli. Non mi sembra che siano sostegni da denigrare”.

Per l’ex presidente della Provincia, il Pd deve tornare a garantire “partecipazione e coinvolgimento”. Indipendentemente dai risultati, la frattura andrà ricomposta, anche se sarà difficile. “La rottura è sanabile, ma per ricucire bisogna rimettere al centro dell’attenzione priorità quali il sociale, la cultura, il turismo, le attività produttive. Propongo come metodo non la denigrazione, bensì la proposta programmatica. Dalla nomina del sindaco in su dovremo proporre primarie aperte, destinate ad una platea di 6-7 mila persone. Mi auguro che questo appuntamento sia inclusivo. Oggi purtroppo alcune figure hanno un ruolo marginale nel partito”.

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