GROTTAMMARE – La Samb risolve la pratica Portorecanati con una grande partita difensiva, giocata metro su metro contro una squadra – quella di Possanzini – che ha dominato il campo, ma non la partita. I padroni di casa hanno giocato e lasciato giocare, permettendo ai rossoblu – fortunati e cinici nei momenti chiave – di far loro tre punti mai scontati.

L’assenza di Tozzi Borsoi (perso dopo una manciata di minuti per infortunio), le incognite della difesa (mai parsa imperforabile), un’avversaria tutta all’attacco: la Samb supera tutto e tutti, con una prestazione sorprendentemente solida dietro e incredibilmente cinica davanti.

La Samb soffre il dinamismo degli arancioni, ma risponde con un pressing asfissiante che, oltre a inibire il possesso palla avversario, procura moltissime occasioni a Padovani e compagni. La Samb, specie nei primi minuti, riesce a recuperare palla altissima, ripartendo sempre con grande pericolosità.

Nei primi 20′ arrivano le occasioni migliori: Tozzi Borsoi, finché è in campo, dispensa tantissimi filtranti per gli esterni e ottime sponde per le mezzali. Con Cento spesso avanzato le occasioni migliori capitano ai due della catena di sinistra: Galli e Baldinini hanno tanti spazi, e sono molto attivi, ma – quando non ci mette una pezza Palmieri – sono sempre troppo imprecisi.

Con l’uscita di Tozzi Borsoi (siamo al 22′) la Samb è costretta a cambiare il modo di interpretare la gara, e ne risente molto. Dal pressing alto (con Tozzi Borsoi capace di tener palla anche tra più avversari) si passa ad una fase difensiva più accorta, per dare più spazio a Padovani – ora prima punta – in contropiede. La mossa paga solo in parte, perché se da un lato le occasioni- in campo libero – aumentano, dall’altro il Portorecanati inizia a giocare con più libertà, mettendo grande pressione.

La squadra di Possanzini ha un modulo speculare alla Samb (4-3-3), ma gioca in modo completamente diverso. Cento (terzino destro) avanza fino all’ala, con il mediano che arretra per impostare e M. Santoni che si accentra a fare il terzo a sinistra. Davanti, con l’avanzata del terzino, Garcia (esterno destro) si accentra alle spalle di Pandolfi (i due si scambiano spesso), con la mezzala sinistra (Gasparini) molto alta e l’altro esterno (Caporaletti) che resta larghissimo, in una sorta di trequarti a quattro dietro la punta.

La Samb soffre. Per la prima volta i rossoblu sono costretti a cedere il possesso, per attendere la ripartenza giusta: Cento è una spina nel fianco, Pandolfi e Garcia sempre pericolosi. La Samb risponde con una grande fase difensiva e tanta lena. Baldinini dal 38′ gioca in marcatura fissa su Cento, con Galli e Piccioni costantemente dietro la linea del pallone, pronti ad affiancare Padovani: funziona. L’unico – vero – pericolo i rossoblu lo corrono dal 35′, con Pandolfi fermato da un super intervento di Amaranti, mentre in attacco ogni ripartenza è un brivido per Pandolfi. 

Dopo tante situazioni di gioco, non sempre sfruttate bene, la partita la sblocca Piccioni, subendo il fallo che porterà al rigore siglato da Padovani. Un penalty molto discusso, soprattutto dai padroni di casa, ma che poteva starci. Siamo al 43′, e fino all’intervallo i rossoblu sono pericolosi ad ogni piè sospinto – con Zebi e Piccioni che sfiorano il gol.

Nella ripresa ci si aspetta una Samb più in controllo, soprattutto mentale, ma i tifosi – loro malgrado – devono assistere al ritorno del Portorecanati, che mette sin da subito grande pressione. I rossoblu impostano la partita in contropiede, difendendo bassi per ripartire negli spazi con il veloce Padovani. Il possesso dei locali diventa sterile (Zuccheri farà solo due parate, semplici) e la Samb pericolosa – quando riparte.

Proprio in contropiede arrivano lo squillo di Piccioni – tiro fuori – e il gol di Padovani, che fa tirare un sospiro di sollievo a tutto lo stadio. Un gol di astuzia e cinismo, con Tartabini che ruba palla a Giovagnoli e Padovani che conclude in porta il bel cross di Piccioni.

I rossoblu si coprono con l’ingresso di Fedeli, che insieme a Tartabini va a completare il centrocampo a quattro davanti a Zebi, e iniziano a far scorrere i minuti, non senza difficoltà. Serve un gran Muro difensivo – scalfito ogni tanto dalle infiltrazioni recanatesi – per passare indenni, ma – come detto – basta.

I rossoblu vincono, e lo fanno in un modo nuovo. Mai come in questa partita gli uomini di Mosconi hanno difeso bene, mai hanno colpito in modo così chirurgico. Insomma, il Muro dei Troi… dei rossoblu regge, aiutato da un Ettore (Padovani) formato eroe. Mosconi può gioire, perché oltre alla vittoria ha trovato – tra i suoi – non un Cavallo traditore, ma un Piccioni che non tradisce, in gran spolvero e già decisivo.

Per il gioco c’è tempo: questi – per la situazione, per la prestazione, per gli avversari – sono tre punti d’oro.

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