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Riprese e montaggio di Arianna Cameli
Intervista di Massimo Falcioni

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Assemblee cicliche nei circoli, aperte a tutti e non solo agli iscritti. L’idea di un open-Pd arriva da Gianluca Pompei, candidato alla segreteria comunale del partito. “Al contempo, restituirò forza ai tesserati, perché credo in un movimento strutturato. Vanno sentiti tutti, attiverò nuove forme di consultazione anche referendaria sulle scelte politiche più importanti e sui temi strategici per la città. Sarà un luogo a misura di militante e non ad uso e consumo dei dirigenti”.

Nel 2012 i tesserati a San Benedetto sono stati meno di cinquecento. Troppo pochi per Pompei: “Dobbiamo fissare l’asticella minima a mille”. Seppur mai citato, si strizza l’occhio a Matteo Renzi. A partire dall’auspicio di un Pd aperto ed inclusivo, passando per il documento politico-programmatico, dove “cambia” è il termine prediletto.

“Aprirci è obbligatorio, e’ cambiato il mondo, dobbiamo rinnovarci, qualcuno non lo ha capito per tempo, io compreso. Il partito si è spesso riempito la bocca parlando dei giovani, col risultato di relegarli alle seconde file. Invece di salire su uno dei carri, abbiamo voluto lanciare la nostra sfida. E’ meglio confrontarsi prima, anziché mettere in piedi un congresso mediatico con un candidato condiviso apparentemente, per poi scontrarsi successivamente”.

Autorevolezza ed autonomia sono gli altri punti fermi. “Dobbiamo difendere le scelte pure quando ciò implica un conflitto con chi amministra, anche se della nostra parte”. Chiaro il messaggio a Gaspari e ad un centrosinistra ritenuto drammaticamente appiattito sulle decisioni del sindaco: “Alle scorse politiche il Pd ha subito un crollo verticale e il Movimento Cinque Stelle è diventato il primo partito in tutte le Marche. Abbiamo perso credibilità, ma abbiamo la speranza, altrimenti non saremmo qua”.

Pompei descrive un’amministrazione ferma, “incapace di scelte coraggiose ed innovative”. Si fa riferimento al Tribunale, o alla situazione dell’ospedale Madonna del Soccorso, ridimensionato in una logica di contenimento della spesa. Non mancano nemmeno cenni al Ballarin e al lungomare: “Spesso appaiono al centro di conferenze stampa e discussioni mediatiche piuttosto che di un iter procedurale concreto. L’unica ricetta efficace è l’attivazione di un percorso partecipativo. Bisogna realizzare ciò che promettiamo, la riqualificazione del litorale era nel programma del primo mandato e non è più rinviabile. Ho un giudizio critico su questa amministrazione, fa fatica a mettere a fuoco gli obiettivi principali e preferisce congelare i problemi, tuttavia la considerò ancora mia”.

Capitolo Perazzoli-Emili. Pompei non nega la vicinanza al consigliere regionale e all’ex capogruppo dei democratici, però chiarisce: “Non amo le strumentalizzazioni, non sono in coda a nessuno. Mi ritengo onesto e trasparente”. L’ultimo messaggio è per la rivale, Sabrina Gregori: “Voglio un confronto pubblico”.

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