Scarica qui il Pdf con tutti le informazioni I dati della pesca sambenedettese documento di Nazzareno Torquati

 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il quadro delle risorse ittiche dell’ Adriatico è drammatico. L’attività della pesca sta risentendo di anni di iper-sfruttamento delle risorse ittiche che hanno causato dei gravissimi danni riproduttivi in tutte le specie autoctone.

Il grado di autosufficienza della pesca, nella nostra Penisola, è sceso dal 32,8% al 30,2% negli ultimi due anni e rimane dipendente dal pesce estero per circa il 70% dei suoi consumi con un disavanzo di 3 miliardi di euro. Dato il calo delle catture, l’Italia, che continua a consumare quasi la stessa quantità di pesce del 1999, è costretta a importarne il 37% in più rispetto a un ventennio fa.

“Dopo dieci Piani triennali per la pesca, ventisei fermi biologici ed oltre 4 miliardi di euro spesi in questo settore negli ultimi venticinque anni – dice l’imprenditore Nazzareno Torquati – ci ritroviamo con il dimezzamento della flotta, il dimezzamento degli equipaggi, il dimezzamento del pescato e il raddoppio della dipendenza dall’estero con una bilancia negativa di oltre tre miliardi di euro annui, con il mondo della ricerca fermo e ignorato. Tutto questo è stato causato dalla mancanza di un Piano Strategico di settore di lunga durata e la mancanza di un coinvolgimento reale delle Amministrazioni locali nella programmazione degli interventi da parte del Governo”.

La mancanza di una gestione scientifica e di una visione dell’ economia ittica proiettata nel futuro ha portato a cercare una soluzione nella demolizione della flotta che, però, è stata inefficiente considerando l’ incremento esponenziale della flotta dei Paesi frontalieri con i quali si condividono le stesse aree di pesca e di risorse ittiche e le nuove costruzioni e la dotazione di motori sempre più potenti.

Attualmente la consistenza della flotta da pesca italiana è fortemente ridimensionata se rapportata alla lunghezza delle coste e della vastità della superficie di mare disponibile.

Per rilanciare l’attività marittima, secondo Torquati “bisognerebbe attivare un’ Agenda con la predisposizione di un progetto di grande respiro e con finanziamenti importanti alle imprese proporzionati al deficit di tre miliardi di euro annui per import di pescato dall’ estero, prevedendo una rilevante quota dalla Ue, con un progredire delle iniziative in grado di innescare una dinamica sociale improntata sull’ottimismo e all’entusiasmo proprio di chi si sente coinvolto in una grande impresa così da attivare tante idee innovative oggi inespresse o inibite che andranno ad arricchire il programma valorizzandone il contenuto e accelerandone la sua attuazione”.

Fabio Urbinati, assessore alla Pesca, aggiunge: “Solo una persona come Nazzareno Torquati, così esperto di vita amministrativa e marinara, può consentirci di compiere quel salto di qualità necessario per il rilancio dell’attività di pesca”,

Intanto mercoledì scorso è stato approvato il Feamp cioè il nuovo fondo proposto per la politica marittima e della pesca dell’UE per il periodo 2014-2020. Il nuovo Fondo: sosterrà i pescatori nella transizione verso una pesca sostenibile; aiuterà le comunità costiere a diversificare le loro economie; finanzierà i progetti che creano nuovi posti di lavoro e migliorano la qualità della vita nelle regioni costiere europee; agevolerà l’accesso ai finanziamenti.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 600 volte, 1 oggi)