SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Seconda chiamata e seconda chance per eleggere l’agognato presidente, dopo le roventi polemiche di due settimane fa. Venerdì pomeriggio la Commissione d’inchiesta sullo stadio si riunisce nuovamente, nel tentativo di nominare la sua guida.

Il timore di un ennesimo muro contro muro tra maggioranza e minoranza è altissimo, ma lo è anche il rischio di una clamorosa figuraccia, qualora ciò avvenisse. Alla vigilia dell’appuntamento, ci sono ancora dubbi sull’elezione di Pierluigi Tassotti, elemento non gradito al centrosinistra, non intenzionato a mollare la presa.

La segretaria comunale conferma che non esistono incompatibilità per l’ex team manager della Sambenedettese. “Il requisito per l’elezione è essere consigliere comunale, stop. Sono esclusi solo sindaco ed assessori. Sotto il profilo formale e normativo non si pongono censure”. Tradotto: il discorso è legato esclusivamente ad una questione di opportunità.

Per l’organo costituito non verranno siglate regole ad hoc. Varranno quelle delle comuni Commissioni: le sedute saranno dunque pubbliche, tranne per rare eccezioni. Sull’argomento gravano infatti dei contenziosi e non si potranno rendere note notizie riservate.

I primi risultati andranno prodotti entro fine anno. Ecco perché sarà fondamentale affrettare i tempi e non dare la sensazione di perdere del tempo.

L’assegnazione della presidenza all’opposizione rimane una volontà chiara, espressa fin dal principio dal sindaco Gaspari. Ma non essendoci obblighi dall’alto di alcun tipo, il patto potrebbe sgretolarsi. Per l’incoronazione occorrerà ottenere il consenso del 50%+1 dei presenti. “Se proprio non digeriscono Tassotti, non si presentino e facciano scendere il numero a 9, così da far bastare i 5 nostri voti”, avevano proposto gli esponenti del Popolo della Libertà.

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