MONTEPRANDONE – C’è sempre traffico a quel semaforo. Non solo di automobili, ma anche politico. Ci riferiamo all’impianto di vigilanza posto tra la Salaria e via Benedetto Croce, che tanto ha fatto parlare di sé a causa dell’alto numero di contravvenzioni.

Anche “Partecipare per Cambiare”, gruppo che fa riferimento all’ex assessore Marino Lattanzi di Sel e contiene anche i consiglieri Gabrielli e Barbizzi (quest’ultimo Pd), interviene sulla vicenda, dopo la sentenza del giudice di pace che ha accolto i ricorsi di cittadini multati per la presunta violazione del codice della strada, per aver attraversato l’incrocio con il semaforo rosso.

“Questa sentenza dimostra che, da quando è stato istallato l’apparecchio di videorilevazione al semaforo, Centobuchi non è stata attraversata da migliaia di pirati della strada; inoltre l’amministrazione Stracci non solo non ha avvisato i cittadini con una corretta e leale informativa e non ha disposto una adeguata cartellonistica che indicasse la presenza dello strumento di rilevazione, ma ha anche istallato uno strumento che non rispetta le disposizioni del Ministero delle Infrastutture e dei Trasporti, in quanto è notevolmente ridotto il tempo di tolleranza previsto dalla legge” si legge nella nota stampa.

“Quindi quello che il sindaco Stracci spaccia per uno strumento impiantato per garantire la sicurezza stradale è in realtà un tentativo miserevole di reperire risorse economiche, tentativo anche maldestro visto i risultati, ed è un impianto non a norma – continua la nota – Adesso sembra che il sindaco ricorrerà in appello per far annullare le sentenze avverse. Noi con i consiglieri comunali che aderiscono al movimento (Barbizzi, Gabrielli e Lattanzi) ci attiveremo nelle forme che la legge prevede, sia in consiglio comunale che nelle sedi preposte, affinché vengano risarciti tutti coloro sono stati multati ingiustamente, perché se è vero che sono modesti i ricorsi in rapporto ai verbali, è altrettanto vero che la situazione economica di tante famiglie non permette di affrontare spese aggiuntive. Pertanto il nostro impegno sarà far restituire il maltolto a tutti, che siano cittadini di Monteprandone o di altre città“.

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