MARTINSICURO – Tiene ancora banco la questione della Veco nella cittadina truentina. Dopo l’esposto in Comune da parte di alcuni abitanti delle vicinanze della fabbrica e la conseguente rilevazione dell’Arta, il sindaco Camaioni ha emanato un’ordinanza (n. 185 del 13 settembre 2013) che impone alla Veco di adottare tutti i provvedimenti necessari al fine di rientrare nei limiti di legge sulla rumorosità prodotta dai propri impianti produttivi. La conseguenza, per ora, è stata solo quella di ridurre i turni di lavoro da parte dell’azienda, eliminando in sostanza quello notturno (quello in cui venivano caricati i forni e dunque quello più rumoroso), con un conseguente calo di produzione, stimato intorno al 20-25%. La proprietà fa sapere che con i turni ridotti diventa impossibile rispettare i tempi di eventuali nuove commesse (una commessa che non viene rispettata nei tempi stabiliti comporta delle penali per l’azienda). I lavoratori a questo punto non possono far altro che temere per il proprio posto di lavoro e, pertanto, chiedono a gran voce alle forze politiche di risolvere definitivamente la questione.

Un problema, quello delle emissioni acustiche, che parte da lontano, quando con l‘ormai noto emendamento della delibera 5 del 2007 si inserì si la Veco in zona acustica 5, quella dove dovrebbero essere inserite le industrie. Il piano acustico, in tutti questi anni non è stato però mai modificato, come si può vedere dal sito del Comune (clicca qui). Il problema cruciale di una Veco in zona 5, riguarda la corretta creazione di aree contigue visto che la legge vieta la disposizione di fasce acustiche con differenze di decibel superiori a 5. Come a dire, in parole povere, da una zona 5 (industriale) non si può passare ad una zona 3 (residenziale).Come creare dunque un’eventuale zona 4 che faccia da cuscinetto? Un bel rompicapo, lasciato nel dimenticatoio della politica in tutti questi anni e che ora, dopo gli esposti dei comitati civici, è diventata una patata bollente nelle mani dell’attuale amministrazione.

Presenti alla manifestazione anche le segreterie sindacali di Cisl e Fiom-Cgil che chiederanno all’attuale amministrazione un consiglio comunale aperto, per poter discutere su una questione che si fa con il passare dei giorni sempre più incandescente.

“Siamo qui a protestare per un problema vecchio che deve essere assolutamente risolto – dice Antonio Liberatori segretario provinciale della Fim Cisl – e gli attori coinvolti, le forze politiche e la proprietà dell’azienda, devono fare entrambi la propria parte. Chiediamo dunque all’amministrazione di definire in maniera adeguata il piano acustico e all’azienda di mettere a norma gli impianti produttivi”

“Credo che ci sia un anello di congiunzione – dice invece Giampiero Dozzi, segretario provinciale di Fiomm Cgil – tra la salute dei cittadini che vivono nella zona della fonderia e la salute dei nostri lavoratori. Va da sè che le due cose sono strettamente connesse ed è nel nostro interesse salvaguardarle entrambe, permettendo però agli operai di lavorare”

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