SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La piscina comunale riapre e fa sette su sette. A partire dal 10 novembre, la “Primo Gregori” sarà aperta anche di domenica, dalle 9 alle 13. Sabato mattina la struttura ha riaccolto gli utenti, dopo un intervento di ristrutturazione avviato ad agosto e costato complessivamente 515 mila euro.

“Ora proponiamo una piscina all’avanguardia”, commenta l’assessore agli Impianti Sportivi, Eldo Fanini. “Abbiamo effettuato degli accorgimenti relativi al punto di primo soccorso, a cui si aggiungono adeguamenti igienico-sanitari”. Questi hanno riguardato spogliatoi e bagni del piano terra, con l’integrale rifacimento di pavimenti e rivestimenti. In prossimità dell’ingresso principale è stato realizzato un bagno accessibile a persone con ridotta capacità motoria, mentre al piano vasca è stato realizzato l’impianto di sanificazione e l’abbassamento dello sfioro dell’acqua della piscina dei piccoli, necessario per abbassare il livello a quello richiesto dall’Asur. Spazio infine alla costruzione di una nuova scala in acciaio di accesso al primo piano.

L’impianto natatorio registra circa 165 mila accessi l’anno e 600 giornalieri. “Inaugurata nel 1978, a trentacinque anni necessitava di una corposa rivisitazione”. Soprattutto da quando l’amministrazione Gaspari ha abbandonato definitivamente l’idea di una struttura nuova di zecca, optando per la riqualificazione dell’esistente. Una piscina olimpionica di 50 metri verrebbe costruita dove sorge la vasca scoperta. Qui entrerebbe in scena un ponte mobile, capace di consentire la formazione di due percorsi da 25 metri, utili per gli allenamenti.

Il progetto prevede costi dimezzati rispetto agli iniziali propositi. “Presto i Poru approderanno in Consiglio – prosegue il vicesindaco – successivamente potremo concentrarci sul nuovo bando. Chi se lo aggiudicherà avrà in cambio delle volumetrie per costruire, non sappiamo ancora se nei paraggi della Gregori o altrove”.

Alla gara precedente si era presentata solamente la ditta Piergallini&Pignotti, che aveva offerto la propria area, dove in estate va in scena il Luna Park. In cambio, l’impresa avrebbe ottenuto una variante al Piano Regolatore in Zona Ragnola, al fine di ottenere un perimetro a destinazione residenziale. Ma niente da fare. La maggioranza tornò sui suoi passi, non ritenendo più vantaggioso lo “scambio”. Ecco allora il dietrofront, con la predilezione per un’azione graduale e per stralci su un terreno di proprietà comunale, garantendo all’impresa volumetrie di gran lunga minori.

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