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QUI LINK ISOLATO http://www.tubechop.com/watch/1566295

QUI SUCCESSIVA RISPOSTA DI LUCREZIA REICHLIN

La puntata di Report del 14 ottobre si intitolava “Sparala grossa”. Report l’ha sparata enorme. Altro che verifica dei fatti, come appare scritto nello studio: manipolazione dei fatti.

ACQUISTO DI TITOLI PUBBLICI DA PARTE DELLA BANCA CENTRALE (LEGGI QUI LA DIDATTICA). SERVIZIO DI STEFANIA RIMINI. INTERVENTI IN STUDIO DI MILENA GABANELLI. PARERE DI LUCREZIA REICHLIN.

TESI SOSTENUTA DA REPORT: “L’acquisto di titoli di Stato da parte delle banche centrali provoca inflazione“.

FRASE CHIAVE: “(Se la Banca Centrale Europea acquistasse titoli di stato)…  alla lunga salirebbe l’inflazione. Cioè da un lato la banca centrale ti lancia i soldi dall’elicottero (un fumetto, ndr), dall’altro i tuoi risparmi valgono sempre meno“.

EVIDENZA EMPIRICA, STATI CHE RECENTEMENTE HANNO ACQUISTATO TITOLI DI STATO ATTRAVERSO LE BANCHE CENTRALI.

STATI UNITI: (QUI LINK)  L‘elicottero della Fed getta dollari a piene mani. Il tasso di interesse è dello 0,25%, il tasso di inflazione continua a scendere ed ora è all’1,5%, il Pil cresce quasi del 2%.

GRAN BRETAGNA (QUI LINK: 200 MILIARDI DI STERLINE DI TDS ACQUISTATI DALLA BANCA CENTRALE) ha un tasso di interesse dello 0,5%, una inflazione anche qui in forte calo pari al 2,7%, una crescita del Pil negli ultimi due anni contenuta tra l’1 e il 2%.

GIAPPONE (QUI LINK ABENOMICS)  il debito pubblico è del 240% del Pil, il più alto del mondo, il tasso di interesse è 0%, il tasso di inflazione è stato per anni negativo ed ora è finalmente salito allo 0,91%, il Pil nell’ultimo anno oscilla attorno al +2%.

UNIONE EUROPEA (QUI LINK LTRO) persino l’Ue ha tentato delle sghembe operazioni di “alleggerimento quantitativo”, con i famosi mille miliardi prestati alle banche private all’1%, con i quali poi gli istituti di credito hanno acquistato titoli di stato dei paesi periferici. Le banche spagnole hanno raccolto 316 miliardi da questa operazione, quelle italiane 268. Cifre enormi pari a 1/6 del Pil italiano. La Spagna ha un Pil che sta calando quasi del 2%, un tasso di inflazione crollato negli ultimi mesi ai minimi storici (0,34%). Anche l’Italia è in grave recessione (quasi 2% quest’anno), un tasso di inflazione sceso negli ultimi mesi anche qui ai minimi storici (0,94%). Per entrambe il tasso di interesse è 0,5%.

RESPONSO: Questo non è un articolo su cosa sia il “quantitative easing” (qui e qui e qui per approfondire). Questo è un articolo che dimostra con estrema facilità che l’acquisto di Titoli di Stato da parte delle Banche centrali è pratica consueta, estesa e copiosa e che non crea inflazione, come erroneamente certificato dalla redazione di Report. Ed è strano che una trasmissione di inchiesta (anzi, “la” trasmissione di inchiesta per eccellenza) sia all’oscuro di certe dinamiche finanziarie di base e di semplice apprendimento e verifica.

 

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PERCHE’ E’ IMPORTANTE CAPIRLO Perché il messaggio, neanche troppo subliminale, che passa al telespettatore medio, il quale si fida di Milena Gabanelli, è questo: “Inutile provare ad ostacolare o regolare i mercati finanziari. I politici italiani sono tutti dei cialtroni perché cercano di trovare una soluzione facile anche se in realtà impraticabile. Invece gli economisti sanno come stanno le cose davvero, e noi di Report ve lo facciamo sapere”.

Invece di far capire al telespettatore medio che esistono mezzi di difesa e addirittura contrasto rispetto alla speculazione finanziaria e che questi sono stati lungamente adoperati anche dalle istituzioni repubblicane democratiche italiane (l’ex direttore di Bankitalia Guido Carli, nel 1973, sull’onda del progressismo dell’epoca: “Sedizioso non acquistare i titoli di Stato da parte delle banche centrali“), il messaggio è: “Non ci sono difese, ti devi bere tutta l’austerità perché la politica è cialtrona e altrimenti i mercati…”

Gabanelli e soci fanno il lubrificante neoliberista a favore del deglutimento della medicina dell’austerità.

COMMENTO: COME SI MONTA UNA BALLA IN TV Si prendono due politici italiani screditati come Bossi e Berlusconi, loro dichiarazioni assolutamente sensate (in rapporto a quanto accade in Usa, Uk, Giappone, Francoforte: è la stessa cosa!): “Se non riusciamo a far comprare i titoli dalla Bce diventa un casino” (Bossi, 5 agosto 2011), “La Germania si convincesse che la Bce deve fare la Banca di garanzia, emettere euro per pagare i titoli del debito pubblico” (Berlusconi, 2012). Si introducono con un sorriso (ovviamente non casuale ma ironico e screditante) della conduttrice Gabanelli mentre dice questa frase: “(…) chiedere alla Bce di comprare i nostri titoli di Stato”.

Si intervista una “economista” come Lucrezia Reichlin, omettendo che attualmente è stipendiata da Unicredit, colosso bancario di cui siede al consiglio di amministrazione (nulla di male, ma a casa occorre saperlo). Le si sente dire questo: “”Si stampa moneta per comprare titoli del tesoro che finanziano nuovo debito. Questo creerebbe una situazione di grande pericolo, nel senso che non ci sarebbe più un incentivo per il Tesoro italiano a cercare di mettere ordine nei conti pubblici. E anzi si creerebbe l’illusione che nuove spese o i tagli alle tasse si possono sistematicamente finanziare in questa maniera”.

Passi il fatto che se i cittadini capissero che è meglio evitare questo “grande pericolo” e assistere alla chiusura di ospedali e istruzione e l’Iva al 22%, saprebbero qual è il vero “grande pericolo”. Per Report e Reichlin, il “grande pericolo” è l’inflazione (che è pericolo per chi ha dei crediti, come gli istituti bancari, tipo Unicredit, e non per chi produce beni reali).

Reichlin: “Messa così sarebbe una tassa per i cittadini”. L’inflazione tra lo 0,3% e il 2% negli stati che hanno acquistato i propri Titoli di Stato? Ancora: “E’ la preoccupazione tedesca. Si può capire come i tedeschi abbiano questa preoccupazione perché il debito è nostro”. Stefania Rimini: “I tedeschi si troverebbero a dover sopportare la tassa dell’inflazione per colpa nostra, ecco perché non vogliono che la Bce compri i nostri titoli. E i nostri politici gliela cantano, e in attesa che i tedeschi si spaventino…”

Una parte di servizio costruita su un assunto falso e dimostrato tale nella realtà (acquisto di Tds non comporta inflazione). Che Stefania Rimini e Milena Gabanelli facciano finta di non saperlo (impossibile non lo sappiano), fa parte dell’essere giornalista in prima serata in Rai da quasi vent’anni.

Che non le sappia Lucrezia Reichlin, sembra davvero “spararla grossa”. Cercheremo di contattarla perché abbiamo il dubbio che il montaggio della sua intervista le faccia fare una brutta figura attribuendole spezzoni di frasi non logiche, e magari, occupata com’è con gli incarichi in Unicredit, non abbia neanche rivisto la trasmissione.

Proseguiremo.

– prima parte – 

 

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