SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Gli ingressi in città, sia da nord che da sud, “sono obbrobriosi”. L’ammissione, tanto candida quanto drastica, arriva dall’amministrazione comunale. E se al confine con l’Abruzzo si sta lavorando ai progetti dei sottopassi di contrada San Giovanni e Via Pasubio, sul versante opposto i pensieri sono tutti dedicati alla sistemazione del Ballarin.

“A fine mese arriveremo a proporre delle ipotesi – dichiara Giovanni Gaspari nel corso della riunione con i Comitati di Quartiere – vareremo le linee guida dei Poru”. Il programma operativo di riqualificazione urbana garantirebbe dei cambi di destinazione agli imprenditori proprietari di determinati immobili. “All’interno ci saranno tutte le risposte per come intervenire e quali strumenti utilizzare su un ampio perimetro, che non riguarda solo l’ex stadio. I soldi che incasseremo serviranno alla sistemazione della struttura. Opteremo per il mantenimento del verde e del vuoto urbano”.

In questo senso, la buona notizia arriva dalla Croce Verde, a cui il Comune avrebbe già garantito una nuova sistemazione, nelle vicinanze. Si tratterebbe del locale dell’ex Gem, oggi magazzino dei lavori pubblici. Per quel che riguarda invece la Sovrintendenza, il sindaco si mostra ottimista: “Spero si trovi un modo per mettere in sicurezza quell’impianto. Alcune situazioni fatiscenti vanno demolite”.

Gaspari fa riferimento alla lettera ricevuta lo scorso 12 aprile dal sovrintendente ai Beni Architettonici e alle Attività Culturali delle Marche, Stefano Gizzi. Si ricordava che il vecchio stadio, edificato all’inizio della decade degli anni trenta del novecento, essendo di proprietà pubblica risultava tutelato ope-legis: “Prima ancora di decidere il tipo di restyling – recitava la missiva – l’area meriterebbe di essere studiata e conosciuta in tutta la sua specificità, in modo di verificare l’opportunità di un restauro o recupero, che ne mantenga la memoria, quale testimonianza fisica ed architettonica della storia della città”.

Verranno in compenso appaltati entro dicembre i lavori per la realizzazione del pennello sulla foce dell’Albula. L’attesa è legata esclusivamente all’analisi della sabbia che verrebbe spostata e depositata ai lati. “Nonostante si tratti dell’identica rena, questa va studiata e va valutato se è compatibile – comunica Gaspari – così va il mondo”. Nello stesso periodo dovrebbe venire a galla anche il progetto ufficiale del lungomare nord. L’amministrazione assicura che il cantiere, almeno per i primi 400 metri, verrà aperto nel 2014.

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