Storie vere.

1. Imprenditore di Fano, con una ventina di dipendenti: “Da tre anni il mondo è cambiato, ho i dipendenti che si alternano in cassa integrazione. Ora non ho più i soldi per pagare fornitori e dipendenti, vendo una delle mie case che sono riuscito a costruire quando le cose andavano meglio. Riesco a farci 500 mila euro. Altrimenti salta tutto”.

2. Disoccupato 50enne, di Cupra Marittima: “Sono rimasto senza lavoro. Campiamo ancora dei risparmi di una vita. Porto a spasso i cani di una anziana, un paio d’ore al giorno, dieci euro al giorno”.

3. Piccolo imprenditore di Ascoli Piceno: “Ho tre collaboratori part-time come agenti di vendita, non riesco più a pagarli. Ho già preso un finanziamento in banca contro ipoteca del mio appartamento, ora sto chiedendo a dei conoscenti dei piccoli prestiti”.

4. Tre fratelli tra i 45 e i 53 anni, tutti e tre hanno perso lavoro nell’ultimo anno: “Ci arrabattiamo come possiamo in piccole manovalanze saltuarie nell’edilizia o al porto di San Benedetto. Non paghiamo più le bollette, rischiamo che ci stacchino le utenze”.

5. Un sindaco nel Piceno: “La situazione è devastante, ogni giorno da me viene gente disperata. E io sono ancor più disperato perché sono impotente e alla fine sono costretto a dire ‘sono impotente'”.

6. Cinquantacinque anni, trenta trascorsi in fabbrica, ora chiusa: “Per due anni ho campato con la cassa integrazione, ora d’estate faccio il bagnino di salvataggio da giugno a settembre. Mio figlio ha cominciato a fare dei piccoli lavori saltuari, fortunatamente mia moglie ha uno stipendio modesto ma per ora sicuro, andiamo avanti fra tanti sacrifici”.

7. Fornitrice di piccola azienda del nord delle Marche. Azienda in crisi di liquidità attende pagamenti dai propri clienti e non riesce a pagare i fornitori. “Ho detto alla titolare che avevo difficoltà a pagare, si è messa a piangere al telefono disperata”.

8. Laureata, da anni precaria ricercatrice all’Università, prima in Toscana e poi a Milano. Contratti rinnovati fino a quando “non ci sono più soldi”. Ora non torna nel suo paese delle Marche: “Fortunatamente grazie ad un amico ho trovato lavoro come cameriera in un ristorante titolato. Sopravvivo”.

 

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