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Riprese e montaggio di Arianna Cameli
Intervista di Massimo Falcioni

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Se fino a dieci giorni fa Luca Vignoli doveva preoccuparsi di trovare una nuova collocazione politica, visto il ritorno il blocco degli uomini del Popolo della Libertà a Forza Italia, oggi l’allarme pare essere rientrato.

La fiducia a Letta, condita dalla spaccatura tra i fedelissimi al Cavaliere e le cosiddette ‘colombe’, ha prodotto instabilità all’interno del centrodestra, con diversi parlamentari del Pdl che non intendono più mollare il movimento.

Ci sentiamo in dovere di esprimere il nostro incondizionato appoggio al Presidente Silvio Berlusconi”, ha immediatamente dichiarato il coordinatore provinciale azzurro, Andrea Assenti. “Lo abbiamo sostenuto e continuiamo a sostenerlo senza minimamente pensare di abbandonare la nave. Rimaniamo stupiti e delusi dall’atteggiamento che in questi giorni viene tenuto da alcuni parlamentari e da alcuni consiglieri regionali, che invece di dilettarsi nel gioco della torre, avrebbero dovuto aprire la fase del confronto interno; sono saliti sulla nave di Berlusconi, sposando completamente le sue idee, e lo tradiscono per accordi fatti, sopra le loro teste con l’altra parte politica. Aderiremo sicuramente, insieme al senatore Remigio Ceroni, al movimento politico che tornerà  a chiamarsi Forza Italia, come ai tempi della nostra prima esperienza politica”.

A San Benedetto, l’adesione a Forza Italia bis riguarderebbe tutti i consiglieri comunali, fatta appunto eccezione di Vignoli. L’ex assessore alle Finanze continuerebbe così a rappresentare la vecchia sigla.

“A livello cittadino il gruppo è unito – fa notare Pasqualino Piunti – c’è  un elemento che non si sente rappresentato, ma il grosso del gruppo sta lavorando senza etichettarsi. Il nostro obiettivo è verificare se ci sono le condizioni, e secondo me ci sono, di una riappacificazione e di una unificazione di tutto il centrodestra, come era prima, senza dover scegliere se appoggiare la linea di Berlusconi o di chi non condivide più l’ostracismo al governo Letta”. Quindi puntualizza: “Sono questioni che ci passano sopra la testa, rappresentano preoccupazioni dei nostri parlamentari, non nostre. A noi interessa fare un’opposizione seria a San Benedetto. Non ci sarà scissione, sono convinto che rimarremo uniti”.

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