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Riprese e montaggio Arianna Cameli
Intervista Pier Paolo Flammini

 

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dovrebbe avere un sorriso, l’icona della stagione turistica 2013 per quel che riguarda la Riviera delle Palme e l’intero piceno. Almeno questa è l’impressione che deriva da un sondaggio effettuato da Confindustria Ascoli Piceno, sezione Turismo, in 40 strutture ricettive della Provincia.

“Si tratta solo di impressioni e non di dati ufficiali” spiega il presidente Massimo Forlì, “tuttavia anche i rumors che arrivano dalla Regione Marche segnalerebbero una tenuta della nostra zona, cosa ben diversa dalle pesante negatività registrate in altre città turistiche a causa della recessione”.

Se le previsioni primaverili facevano temere il peggio, anche giugno, complice il maltempo, non si è presentato al meglio: il 56% del campione dichiara di aver registrato una flessione negli arrivi, mentre un terzo afferma di essere sugli stessi livelli del 2012 e soltanto l’11% ha avvertito una tendenza positiva.

Leggermente più equilibrate le valutazioni di luglio: peggiore rispetto a 12 mesi prima per il 35% del campione, migliore per il 21%, identico per il 44%. Ad agosto invece la situazione è decisamente migliorata: per il 22% ci sono stati più turisti, per il 66% poco è cambiato mentre solo l’11% ha registrato una diminuzione. Settembre ancora più positivo: il 34% dichiara di aver aumentato gli arrivi, il 22% invece riporta delle diminuzioni.

“Dobbiamo ringraziare i nuovi flussi turistici di provenienza estera – spiega il funzionario di Confindustria Piergiorgio Crincoli – molti dei quali da zone insospettabili, addirittura anche dalla Cina. Questo compensa le difficoltà del fronte domestico. E lavorando con i tour operator, si evince quanto sia stata positiva la scelta della Regione Marche, perché si tratta di una destinazione spesso conosciuta grazie a testimonial come Valentino Rossi o Giovanni Allevi, oltre che Dustin Hoffmann”.

Non mancano gli aspetti più critici: infatti, se gli afflussi turistici avrebbero retto, molto lo si deve anche alla riduzione dei prezzi praticati: ben il 55% delle strutture ricettive ha abbassato i prezzi rispetto al 2012 tra il 5% e il 25%, mentre, a fronte di un 35% che ha mantenuto gli stessi, solo il 10% li ha aumentato ma meno del 2%. Dunque, pur di non perdere quote di mercato, gli imprenditori turistici si sono visti costretti a ridurre i margini di profitto. Anche per questo San Benedetto risulta una città nella media, e anche un po’ sotto, rispetto ai costi praticati da dirette concorrenti nell’Adriatico.

Un turismo oramai integrato – o quasi – tra costa e interno, come testimonia l’interesse crescente per queste dinamiche da parte di imprenditori del capoluogo piceno, come Giusy Di Marco dell’Hotel Gioly e Maria Enrica Tassi dell’Hotel 100 Torri: “Dobbiamo però programmare meglio l’intrattenimento a livello provinciale e iniziare a far conoscere quanto di buono avviene anche nel periodo invernale”, spiega Maria Enrica Tassi.

Ora l’interesse di Confindustria Turismo si sposta alla fiera TTI di Rimini, dove sono già programmati incontri con tour operator di tutto il mondo, dalla Russia alla Polonia, dalla Repubblica Ceca all’Indonesia, dalla Germania alla Turchia per arrivare agli Stati Uniti e il Brasile. Il Piceno, ormai, è International.

“Abbiamo però bisogno di una mano da parte delle istituzioni – continua Forlì – Noi vogliamo lavorare e assumere,  non licenziare. Siamo invece costretti a rilevare come alcune nuove imprese turistiche ricevano anche 11 ispezioni in 5 mesi, e come in un Comune piceno, che non è San Benedetto, addirittura troviamo il classico bastone tra le ruote con l’impossibilità persino di posare l’insegna di fronte all’ingresso”. Forlì non fa nomi: “Se le cose non miglioreranno, lo faremo sapere”.

 

 

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