SAN BENEDETTO DEL TRONTO  – Arrivare a Matteo Renzi percorrendo Via Dario Franceschini. Il sindaco Giovanni Gaspari, l’assessore Margherita Sorge, i consiglieri comunali Silvano Evangelisti e Vinicio Liberati e l’onorevole Luciano Agostini sono a Cortona, per partecipare al sesto incontro nazionale di AreaDem, corrente vicina al Ministro per i Rapporti con il Parlamento.

Nata nel 2009 in occasione delle primarie del Partito Democratico, l’associazione sosteneva allora Franceschini nella sfida a Pierluigi Bersani e Ignazio Marino. Ingloba al suo interno gli ex Popolari e gli appartenenti alla Margherita, forza politica protagonista della fusione con i Ds.

L’Area Dem appare spaccata al proprio interno. Non tutti sono entusiasti dell’appoggio all’amministratore fiorentino in vista del Congresso, ma domenica dovrebbe essere ufficializzato in blocco l’endorsement. “Renzi – ha dichiarato Franceschini in apertura dei lavori – per i nostri elettori rappresenta la speranza di vincere le elezioni e la speranza di portare il Pd verso quell’idea che abbiamo avuto dall’inizio: un partito aperto, mescolato, riformista, che guarda e punta ad avere consensi in tutte le direzioni, tenendo il consenso a sinistra ma cercando di allargarlo”. L’esatto opposto delle tesi sostenute dodici mesi fa, quando gli ammiccamenti del “rottamatore” ai delusi del centrodestra venne considerato un affronto e un principio di tradimento.

Altra storia oggi, con il carro di Renzi sempre più pieno. Tutti lottano per salirci, non importa come. I veri renziani, quelli della prima ora s’intende, sono altrove e si contano soprattutto nelle associazioni “Adesso Partecipo”, sorte in tutta Italia da un anno a questa parte.

Una strada non attraversabile dai bersaniani, in quanto troppo esposta ai riflettori. Meglio il basso profilo, che possa comunque condurre all’obiettivo.

Certo è che l’atteggiamento non farà felici gli aderenti ai comitati renziani, che rischiano di vedersi scippare a pochi metri dal traguardo importanti chance per la candidatura alla segreteria regionale. Tra i più imbufaliti spicca certamente il primo cittadino di Monteprandone, Stefano Stracci.

“Nelle mie scelte ci ho sempre messo la faccia”, affermò l’ex bersaniano di ferro Gaspari, interpellato sul tema. Chi sa quali saranno le motivazioni di una metamorfosi così rapida e clamorosa. I suoi giudizi gelidi e astiosi su Matteo Renzi, nemmeno troppo lontani, ormai sono storia.

NOTA DEL DIRETTORE

MODIFICARE LE EVIDENZE MI SEMBRA IMPOSSIBILE

Siamo veramente alla fine. Frasi come queste: “un partito aperto, mescolato, riformista, che guarda e punta ad avere consensi in tutte le direzioni, tenendo il consenso a sinistra ma cercando di allargarlo” non è che non rientrano nella personalità di Renzi, non rientrano in quelle delle tre persone oggi in procinto di affidarsi al sindaco di Firenze. Per il quale questi passaggi si riveleranno una spada di Damocle perché la gente non è stupida. Ma anche perché non serve molta materia grigia per capirlo. Insomma non ci sono da fare ragionamenti complicati ma terra terra. Basta risalire ai percorsi che cita Falcioni ma anche al fatto che, almeno a parole, Renzi vuole abolire il clientelismo ma catturare voti soltanto con curriculum vitae pieni di veri valori. I tre li hanno? No, semplicemente perché hanno usufruito per la loro elezione di cerchie consolidate ‘truppe cammellate’ e non quel curiculum che vorrebbe Renzi. Tra loro chi mi ha deluso di più è Agostini che, dopo aver dichiarato subito dopo essere eletto che sarà il suo ultimo mandato, ora addirittura si “degrada” cambiando faccia. Per essere rieletto, perché sennò?

Non so invece che farà il segretario provinciale Antimo Di Francesco ma credo che, finora, da lettiano di ferro, sta assistendo alle varie farse in assoluto silenzio. Se non sono vere certe voci che girano su di lui, credo che Antimo potrebbe emergere, almeno da noi, in mezzo a “capovoltismi” da fare invidia ai migliori acrobati del circo Orfei. Chi vivrà vedrà ma io inizierò a stimare Renzi, al di là delle condivisibili opinioni attuali per ora solo a parole, quando sarà lui a scegliere potenziali candidati sul territorio e non viceversa.

A proposito di Franceschini, se ha detto che “per i nostri elettori Renzi rappresenta la speranza di vincere le elezioni“, la sua frase è molto infelice perché rafforza il mio concetto che al Pd interessa più tutelare i propri elettori che la nazione tutta, le città tutte. Dimenticando totalmente il vero significato della politica che è servizio per tutti, non potere per loro stessi e per chi li ha eletti. A me certe dichiarazioni alla Mussolini “vincere e vinceremo” mi sconcertano. Vincere le elezioni e far perdere l’Italia intera è infatti quanto è accaduto fino ad oggi.

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