SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Un dj set di musica elettronica suonato nell’alveo del torrente Albula, mentre un impianto visual proiettava le sue luci psichedeliche sulla Palazzina Azzurra, per osservarla da una prospettiva diversa.

E’ successo a San Benedetto, venerdì 20 settembre, grazie a un gruppo di ragazzi per cui creatività e impegno civico vanno più che d’accordo. Anzi, si possono benissimo potenziare a vicenda. Il tutto in piena dimensione no profit, senza vendita di alcolici, badando ai limiti di legge relativi ai decibel e provvedendo alla pulizia dell’area dopo la fine della manifestazione.

I creatori di questo evento sono stati Federico Grassetti, Denis Voltattorni, Pierpaolo Angelici, Antonio Marozzi, Vale Kisch. Nella loro ottica, anche nel pieno centro di una città turistica esistono luoghi che per il loro stato assomigliano assai più a una periferia degradata. Come l’alveo del torrente Albula, per fare un esempio concreto. E allora la musica può servire a illuminarle, queste situazioni, richiamando attraverso una operazione di estetica e di socialità le istituzioni e l’opinione pubblica all’urgenza concreta di un problema.

L’arte come richiamo, dunque. Perché il degrado, almeno per una sera, può lasciare spazio alla buona musica.

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