Io rinviato a giudizio. Mi hanno spedito una mail nella quale mi si dice che un organo di informazione ha pubblicato che io sarei stato rinviato a giudizio, o meglio avvisato, da parte della giudice d.ssa Giuliana Filippello, di presentarmi in Camera di Consiglio presso la Corte di appello di Ancona, insieme al consigliere di Cinque Stelle Riego Gambini. Quasi mi prende un colpo, da sentirmi male. Controllo la mia posta e scopro che è vero ma il contraccolpo di aver visto il mio nome come indagato su un organo di informazione, seppur non primario, già mi aveva creato qualche danno psicologico e fisico.

All’uopo mi è venuto in mente che, qualche anno fa, pubblicammo la notizia che un giudice era stato rinviato a giudizio nella vicenda “Alberto Panichi Spa“, ci (mi) arrivò una denuncia penale perché la giudice in oggetto non sapeva nulla per cui si sentì male quando lesse su queste pagine l’anticipazione della notizia che la riguardava. Il risultato fu che venni convocato presso la Corte di Appello di Bologna (insieme ad un cronista sambenedettese di un giornale bolognese). Fui costretto a concordare economicamente una cifra per chiudere la questione. Non sono certo che ci siano attinenze con il mio caso, a parti inverse, ma sicuramente gli assomiglia. Vedremo.

Leggendo l’avviso inviatomi dal Tribunale di Ascoli Piceno per conto del Giudice per le indagini preliminari, d.ssa Giuliana Filippello, non ho capito il motivo del mio coinvolgimento perché la lettera è scarna. È chiaro soltanto che il PM aveva deciso per l’archiviazione della denuncia presentata dalla parte cosiddetta offesa, che la giudice Filippello non ha accolto. Mi informerò per saperne di più.

Mi preme però fare un appunto: io sono molto rispettoso delle Leggi e di chi deve farle rispettare per cui assisterò molto serenamente al giudizio che ci sarà. Un particolare della specifica Legge però non mi pare giusta: per difendermi devo trovarmi un avvocato che va pagato. Ne avrei gratis uno di ufficio soltanto se fossi un nullatenente o quasi. Il pagamento delle spese anche per chi ha ragione è un’ipotesi quasi sempre lontanissima per cui, colpevole o innocente, devo tirar fuori denaro (in questo momento mi è difficile reperire anche 500 euro, vedi mio Isee), in ogni caso a fondo perduto.

Dovrò chiedere un prestito perché viene negata all’indagato la possibilità di esprimere da solo le proprie ragioni davanti al giudice. Come dire che, se una persona molto abbiente volesse ‘distruggere’ un’altra che sopravvive economicamente, può farlo perché al secondo non si dà la possibilità di difendersi senza versare denaro, anche se per lui è vitale. Quattro o cinque volte e al “poveretto”, anche vincendo tutte le ‘cause’, non resterebbe che arrendersi o farsi difendere gratuitamente essendo finito sul lastrico. A me non sembra una Legge giusta.

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