SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Irritazione, meraviglia, fastidio. Sono i sentimenti emersi durante la riunione di giunta di lunedì pomeriggio. Nessuna delibera approvata, bensì un lungo confronto sui recenti avvenimenti locali. “Ormai tutti vanno in Procura, sembra sia diventato un gioco”, è stato il commento generale. “Alla magistratura ci vai quando sei convinto del reato commesso, non perché sostieni che ci volesse questa o quella fidejussione. Nessuno di noi ha rubato niente”.

Il dossier di Emili e Pezzuoli e gli esposti di Marco Curzi non possono passare inosservati. “Le indagini le fa la Polizia, non le fanno i consiglieri”, obietta Leo Sestri. “Se si comincia ad intraprendere questa strada si rischia di esagerare. Il Municipio è una casa di vetro. Nessuno nasconde delibere, nessuno fa il furbo. Noi chiediamo sempre e scrupolosamente ai dirigenti e alla segretaria di leggere gli atti che si approvano. Più della Commissione d’Inchiesta, che sarà presieduta da un esponente di opposizione, cosa pretendete?”. Per l’assessore ai Lavori Pubblici, i documenti potranno in questa maniera essere discussi, sviscerati ed approfonditi, per arrivare successivamente a trarre le dovute conclusioni.

Non cessa invece lo sbigottimento per l’atteggiamento adottato dall’ex assessore Curzi. “Non crediamo ai nostri occhi – prosegue Sestri – è stato con noi per due anni. Oggi dice che contestava? Ma se ha sempre operato in sintonia con noi…”.

L’esponente socialista ricorda quindi quando la passata primavera fu lui a contestare all’amministrazione i provvedimenti intrapresi in merito alla famigerata delibera sul distributore di benzina low cost. All’epoca Sestri spinse affinché l’atto tornasse in Consiglio, non lesinando critiche a Gaspari. “Le decisioni sono sempre state collegiali, Marco lo sa. Se non era d’accordo e votava sì, è un altro discorso”.

L’auspicio è che il livello di tensione generale si abbassi. Il 2014 potrebbe essere l’anno della svolta e della realizzazione di quelle opere finora solamente annunciate. Il Comune è tuttavia bloccato da un patto di stabilità asfissiante che impedisce l’avanzamento di interventi programmati da tempo: sottopasso di Via Pasubio, Piazza San Giovanni Battista, Albula. “Parrebbe – precisa ancora Sestri – che il patto possa essere allentato o che in alternativa possa essere introdotto per alcuni enti il cosiddetto Bilancio di cassa. Abbiamo sempre operato seriamente, i ritardi sono legati a innumerevoli contrattempi, pensiamo che presto possa tirare un vento differente”.

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