SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Tutti affermano che al posto mio farebbero meglio di me, dicano anche come”. Giovanni Gaspari replica così alle critiche che piovono puntualmente sulla giunta e sul suo operato: “Si spara nel mucchio solamente per ottenere spazio sui giornali, si tratta del solito chiacchiericcio”.

Il sindaco snocciola le virtù della sua amministrazione e mostra orgoglioso il premio ottenuto a Padova,“Spendere senza soldi 2013”, all’interno del progetto “Rete del fotovoltaico comunale. San Benedetto ha ottenuto il primo premio per la categoria “Comuni da 20.001 a 90.000 abitanti”.

“E’ la prova che non stiamo galleggiando, che qualcosa stiamo facendo. Insomma, avrò dei meriti o no? Mediante i pannelli solari abbiamo messo a norma  i tetti delle scuole senza versare un euro. E anche se li avessi avuti, il patto di stabilità mi avrebbe impedito di investirli. Sono un virtuoso o un incapace?”.

Attraverso questo percorso, intrapreso da privati a seguito di un bando pubblico e varato nell’ambito delle azioni previste dal Piano Energetico Ambientale Comunale, la città è in grado di produrre energia elettrica dal sole per oltre 2 megawatt.

Il fotovoltaico sui tetti degli istituti è però strettamente collegato alle contestatissime pensiline, spuntate come funghi la passata primavera. “Non c’entrano nulla col premio – reagisce Gaspari – la lettera in cui si chiede se i lavori sono stati eseguiti a regola d’arte e se esistono delle difformità è un’altra cosa. La struttura di Via D’Annunzio è impattante, tuttavia non è collegata alla qualità dell’intervento e ai risultati che portiamo a casa. Andate a vedere che tipo di pensiline ci sono in giro per l’Italia…”.

Stesso discorso per lo stadio, dove tutto nasce – a detta di Gaspari – dal mancato adempimento dei doveri da parte del privato, che aveva stipulato una convenzione: “Si è rotto un circolo per svariate cause. Noi di certo non vogliamo rimetterci. Esisteva una clausola: in caso di inadempimento sarebbe subentrata la Decasol”.

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