SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Mi piacerebbe essere il Matteo Renzi di San Benedetto, nel senso che vorrei fare piazza pulita di chi non ha fatto niente per otto anni”. Riecco Marco Curzi, che a cinque mesi dalle turbolente dimissioni da assessore allo Sport torna a parlare e soprattutto ad agire. I suoi due esposti, presentati alla Procura e alla Corte dei Conti, dovranno far luce su eventuali irregolarità emerse nella stipula della convenzione firmata tra il Comune e la società Us Sambenedettese 2009 per la gestione dello stadio Riviera delle Palme.

“La città soffre davvero, non è retorica – dice Curzi – non esiste progettualità, dobbiamo fare in modo che arrivino nuovi politici, seri e capaci”. Lui intanto, dopo l’addio all’amministrazione rivierasca, ha ottenuto un incarico in Regione come direttore della sottosegreteria alla presidenza della giunta, presieduta da Sandro Donati. “Questo nuovo ruolo mi permette di seguire da vicino ciò che accade nel mio territorio e di battermi laddove ci sono cose che non vanno”.

E di situazioni preoccupanti, secondo Curzi, ne esistono a bizzeffe. A partire dal fronte della sanità. “Va salvato il salvabile. Attraverso Spacca e Donati mi impegnerò per riportare in città un ospedale funzionale. Al Madonna del Soccorso ci sono reparti come l’Oculistica, la Fisioterapia, la Neurologia, la Radiologia e la Chirurgia che, pur essendo delle eccellenze, sono in grande sofferenza. Ci sono solo due primari, gli altri sono facenti funzione. Abbiamo ottimi medici, ma fanno i salti mortali. Le risorse sono poche e i tagli sono continui”.

Da un po’ giorni si è tornati a discutere di possibili progetti per il restyling del tratto nord del lungomare. Per Curzi sono le solite chiacchiere, a cui non seguiranno i fatti. “Ogni volta è la stessa storia, sono solo annunci. Io saprei come realizzarlo a zero spese, utilizzando finanziamenti esterni, senza alcun costo per le casse comunali. Il percorso esiste, non lo rivelo altrimenti potrebbero rubarmi l’idea”.

Critiche anche per i parcheggi a pagamento sul litorale, colpevoli di allontanare i turisti pendolari, e per la movida selvaggia: “Ridarei dignità ad alcune zone cittadine, attraverso una lotta serrata a situazioni spiacevoli che non sono più ammissibili. I ragazzi devono divertirsi, è un loro diritto. Però il rispetto delle regole è fondamentale”.

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