SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Alla fine il Riviera delle Palme in Procura ci finì per davvero. L’ex assessore Marco Curzi ha presentato nei giorni scorsi un esposto alla sezione di Ascoli Piceno con la richiesta di provvedere a verificare l’esistenza di possibili irregolarità nella stipula della convenzione firmata dal Comune di San Benedetto e la società Us Sambenedettese 2009.

La stessa segnalazione è stata inoltrata anche alla Corte dei Conti. “L’obiettivo – spiega Curzi – è far venire alla luce eventuali responsabilità politiche e amministrative. E’ giusto che chi ha sbagliato paghi. L’ho fatto per tutelare la città e i cittadini, affinché sull’intera comunità non ricadano gli errori commessi da altri. Il Comune siamo noi”.

L’oggetto del contendere sta tutto nei circa 950 mila euro di debiti contratti dalla Rdp srl con i fornitori per la messa a norma dello stadio. “Ci si è presto accorti che quella era una scatola vuota. Lo dissi ripetutamente al sindaco Gaspari quando ero ancora in giunta e i miei contrasti con lui non sono mai stati un mistero”. L’ex delegato allo Sport fa soprattutto riferimento alle scarsissime garanzie alla base all’intera operazione. La Rdp, ditta alla quale l’Us Samb 2009 affidò l’intervento, pare infatti che godesse di un capitale sociale di appena 10 mila euro. Una cifra decisamente irrisoria. “Il primo cittadino – continua – avrebbe dovuto esigere esattamente l’importo dei lavori effettuati, in maniera che se si fosse verificata la situazione poi realmente avvenuta il Comune non avrebbe dovuto sborsare un centesimo. Avrebbe dovuto pretendere una fidejussione che coprisse gli oneri di urbanizzazione. Adesso è normale che i creditori vogliano i loro soldi e non mi stupirei di azioni legali contro l’ente. Pure i lavoratori vanno tutelati in questa vicenda. Attendo fiducioso il responso della Magistratura, se son rose fioriranno”.

L’azione di Curzi ha bruciato sul tempo le mosse di Loredana Emili e Sergio Pezzuoli. I due dissidenti del Partito Democratico dovrebbero far approdare a breve alla Procura di Ascoli Piceno il dossier che ripercorre le fasi della travagliata e recente storia dell’impianto di Viale dello Sport. Una documentazione “infamante” a detta di Gaspari, che allontanerebbe dalla città tanti ipotetici investitori, intimoriti dalla valanga di ricorsi ed esposti ventilati ed annunciati a mezzo stampa. “Per questo motivo correrò pure io a denunciare – ha dichiarato – non tollero che si vedano spettri ovunque. Ho il dovere di tutelare la città, di garantire i possibili imprenditori”.

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