SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Botta e risposta tra il segretario del Pd Roberto Giobbi (sostenuto dai tre segretari di Circolo) e Sergio Pezzuoli.

“Vi segnalo – denuncia il consigliere comunale democratico – che la vostra nota mi è stata girata da un altro iscritto perché  personalmente  non l’ho ricevuta; credo sia opportuno che la segretaria del mio circolo controlli  almeno l’elenco degli iscritti, a meno che non mi abbia epurato. In questo caso ritengo sia  formalmente corretto informare l’interessato. Nel merito del contenuto della lettera, appare evidente che voi stessi vi rendiate conto della difficoltà della situazione e dello scarso  consenso di questa amministrazione dato che sperate di rappresentare almeno la maggioranza degli iscritti e di quelli che ci hanno votato nel 2011. Cosa è successo nel frattempo? Sono state le mie dichiarazioni e quelle della Emili che in questi due anni  hanno creato questo scollamento con i nostri iscritti e il nostro elettorato? Se ciò fosse vero, ma non credo, evidentemente le critiche da noi espresse  hanno trovato terreno fertile. Io credo che una azione di critica, di stimolo, di proposta da parte del nostro partito all’azione amministrativa, anziché un appiattimento senza cuore e senza ragionamento, ci avrebbe reso più forti e di sicuro più vicini al nostro elettorato e  coerenti  con gli ideali del nostro partito. Mi limito, con amarezza, a constatare che l’invito dell’onorevole Menzietti dei giorni scorsi è caduto miseramente nel vuoto”.

Per Pezzuoli il giudizio dei segretari è parziale: “Ciò diventa evidente, fino a rasentare la partigianeria,  proprio al vostro grido ora basta, perché  rivolto solo a me, o meglio ai dissidenti, senza che vi abbia   minimamente sfiorato il pensiero  di prendere posizione contro chi, con prepotenza  inaudita e stoltezza politica, ha arbitrariamente deciso di non invitarci più alle riunioni del gruppo consiliare del Pd. Sulla base di quale pensiero autonomo e quindi di credibilità politica pensate di disapprovare le mie dichiarazioni in quanto uno dei vostri consiglieri?  Io chiedo di sapere se il gruppo dirigente locale del Partito Democratico ritiene la critica o il dissenso  un diritto dei propri iscritti o motivo di allontanamento o espulsione. Io chiedo di sapere quale è la sede del confronto, visto che arbitrariamente, siamo stati esclusi dalle sedi deputate  proprie dei consiglieri e che il nostro stesso partito ha  volontariamente smesso di essere luogo di elaborazione e confronto arrivando a decidere persino di votare di non votare.

Conclude: “Infine non è necessario ricordare che gli assessori li nomina ed eventualmente li rimuove il sindaco perché  sono perfettamente consapevole dei limiti e delle funzioni proprie del ruolo di consigliere comunale. Ruolo che, però,  voglio ricordare a voi , fra quelle mansioni stabilisce la funzione di indirizzo e controllo . Credo che non possa essere il gruppo dirigente del  mio Partito  a chiedermi di non esercitarle,  perché violerebbe il patto di lealtà che abbiamo nei confronti dei nostri elettori . E che quindi non è nella disponibilità né del sindaco né di qualsiasi gruppo dirigente”.

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