SAN BENEDETTO DEL TRONTO – In attesa che il Pd torni ad incontrarsi per discutere delle problematiche cittadine e dei progetti in vista del Congresso, c’è tempo per una nuova polemica intestina. Ad innescarla è il segretario locale Roberto Giobbi, sostenuto dai coordinatori di Circolo Emanuela Mazzocchi (sezione Ianni), Claudia Schiavon (sezione nord) e Valentino Casolanetti (sezione di Porto d’Ascoli).

“Ora basta”, urlano in coro. “Abbiamo cercato di mantenere bassi i toni all’interno del partito, ma non possiamo far finta di nulla di fronte alle recenti dichiarazioni di Sergio Pezzuoli. Riteniamo  incomprensibile il fatto che per rientrare in maggioranza si chieda la testa di un nostro assessore, la Sorge, e ancora più grave che si chieda quella di un nostro alleato, Canducci. Ricordiamo che gli assessori li nomina ed eventualmente li rimuove il sindaco”.

I quattro segretari non accettano che la proposta giunga da un consigliere in quota Pd, in quanto “ciò rende più debole il partito agli occhi degli avversari e degli alleati”. Al contrario, Pezzuoli “dovrebbe proporre soluzioni concrete per risolvere i problemi della nostra comunità. Questo non significa che il partito neghi o peggio censuri la capacita critica e propositiva se volta a stimolare e migliorare l’azione amministrativa”. Va però ricordato come l’accusa della base del Pd arrivi contemporaneamente all’ennesima riunione del gruppo consiliare a cui Pezzuoli ed Emili non sono stati invitati.

“Concludiamo respingendo ogni ricatto da qualsiasi parte esso giunga, ma ribadiamo che siamo pronti a discutere con tutti i nostri eletti dei problemi reali di questa città”.

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