SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La barca giungerà in porto, nonostante le “analisi politiche frettolose” lette in questi giorni. Ne è convinto Giovanni Gaspari, che punta il dito contro gli esponenti d’opposizione: “Gli sconfitti lunedì sono semmai stati loro. Prima c’era la convinzione che non avremmo raggiunto il numero legale per cominciare il Consiglio, poi che non avremmo toccato 13 voti favorevoli. Il risultato? La delibera sullo stadio è stata approvata da 17 persone. Nei loro panni mi porrei qualche domanda”.

Il timone è saldo tra le mani del comandante. Ridimensionata anche la questione dell’emendamento presentato da Alessandro Zocchi e Gianluca Pasqualini. Una modifica appoggiata dall’intera maggioranza: “I due hanno posto una richiesta giusta, legittima, ossia di procedere alla stipula della nuova convenzione solo dopo aver risolto gli aspetti pregressi. I consiglieri hanno dovere di concorrere agli indirizzi da dare agli Uffici per formulare nel migliore dei modi l’atto che finisce in assise. Altra cosa sarebbe stata l’imposizione di ritirare il punto all’ordine del giorno. In quel caso saremmo giunti ad un braccio di ferro. Non è andata così, ma forse vivo in un altro mondo”. Per Gaspari, la buona fede dell’amministrazione comunale sulla vicenda del Riviera delle Palme sarebbe provata dall’istituzione della Commissione Consiliare d’Indagine, che quasi certamente verrà presieduta da un componente della minoranza: “Non abbiamo nulla da temere e da nascondere, siamo i primi voler far luce sulla faccenda. Ho tutto l’interesse che ci si muova alla luce del sole”.

Il primo cittadino ribadisce quindi l’invito già espresso nei giorni scorsi ai suoi: “Arrivati al giro di boa del nostro secondo mandato, bisogna mettere a punto alcune strategie sul punto di vista metodologico per cercare di far sentire di più la propria voce ed essere partecipativi. In Consiglio non deve valere la logica del prima si finisce e meglio è . E’ corretto parlare il tempo necessario; quando la maggioranza non interviene mai qualcuno può interpretare l’atteggiamento come un distacco da quella che è la volontà dell’esecutivo. Preferisco che si sia attivi, che si stia sul pezzo, che si ribatta”.

Il numero uno di Viale De Gasperi preferisce soffermarsi su altre priorità, come il lavoro: “Aiuteremo i giovani predisponendo bandi che privilegeranno l’offerta economica, il progetto e chi chiamerà a fare tirocini formativi i ragazzi laureati. Non c’è altra maniera di entrare in contatto col mondo produttivo. Sarà vantaggioso pure per le aziende, che potranno capire le potenzialità del giovani e magari rinnovare la propria dotazione di personale. Siamo avvantaggiati dal fatto che abbiamo molti interventi in cantiere e che stanno per essere mandati a gara. Intendo uscire dalle secche stagnanti di una politica che ha questo sottofondo assordante che non ci consente di sprigionare le nostre energie. Con queste continue fibrillazioni è complicato individuare la strada da perseguire”.

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