SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Prima il viaggio a Roma per la riunione dell’Anci, poi il ritorno in Riviera dove a poche ore dal Consiglio Comunale delle 21 si terrà un nuovo appuntamento di maggioranza, il terzo in meno di una settimana.

Il lunedì di Giovanni Gaspari si preannuncia infuocato. Gianluca Pasqualini e Alessandro Zocchi porranno le loro condizioni. Qualora non venissero accolte, sarebbe davvero a rischio l’avvio dell’assise a causa del mancato raggiungimento del numero legale.

La delibera sull’affidamento dello stadio all’Asd Sambenedettese per la stagione 2013-2014 dovrà necessariamente presentare degli emendamenti che garantiscano l’impossibilità di indire bandi fino a quando le questioni pregresse relative al Riviera delle Palme non saranno chiarite definitivamente.

“Stiamo vedendo se è effettivamente possibile – ammette Pasqualini – la delibera di giunta parlava di affidamento in attesa della preparazione della gara. Ma noi quella gara non vogliamo che parta. Devono essere sciolti tutti i nodi che riguardano la vecchia gestione dell’impianto sportivo”.

Nel Pd la tensione è alle stelle, sebbene il primo cittadino ostenti sicurezza. I quesiti più ricorrenti dei militanti riguardano la passata convenzione. Ci si domanda come sia stato possibile che per un impegno a eseguire lavori per 7 milioni di euro sia stata chiesta in garanzia una fidejussione di appena 16 mila. Dubbi anche sul ruolo della Decasol, che ora minaccia risarcimenti per quasi 5 milioni: con quale organismo e con quale atto è stata autorizzata la cessione del ramo d’azienda, quando invece a seguito della delibera consigliare la gara era stata aggiudicata alla U.S. Sambendettese 2009?

“Penso che il sindaco – dichiara il segretario dell’associazione renziana Adesso San Benedetto, Tonino Capriotti – abbia il diritto e il dovere di rispondere pubblicamente al dossier di Emili e Pezzuoli. Inoltre deve dire alla città in modo chiaro e trasparente come stanno le cose sulla vicenda e come intende affrontarle”.

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