SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel prepararsi alla gara di Senigallia l’impressione di essere perseguitati vien quasi naturale. Ci si sente come in Cent’anni di Solitudine di Marquez, una di quelle stirpi che non hanno una seconda opportunità sulla terra (della serie C). Dal 2009 allo scorso maggio è stato un calvario: tra campi di periferia, e campanilismi provinciali, i rossoblu hanno raggiunto con le unghie e con i denti una promozione che – in poche settimane – è stata cancellata.

Dalle speranze, ai sogni, alle ambizioni, si è passati alla Cronaca di una morte annunciata (e vissuta) ormai troppe volte. I tifosi, dall’Eccellenza del 2009 alla promozione dello scorso maggio, non sono mai mancati, e non mancheranno neanche a Senigallia. Tifare la Samb, (non solo) in questo periodo, è difficile, perché ad un crescere di emozioni arriva sempre la mazzata a distruggere sogni e speranze. Ma, i tifosi lo sanno, non è possibile vivere altrimenti, né amarsi altrimenti. L’Amore ai tempi del colera lo conoscono bene, i rossoblu, e se Florentino Ariza ha aspettato “51 anni, 9 mesi e 4 giorni”, i tifosi sambenedettesi non saranno da meno.

La speranza, tuttavia, è vedere certi palcoscenici molto prima.

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