SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Sei favorevole o contrario alla decadenza da senatore di Berlusconi?”. Sì, no, boh. Domanda a risposta multipla, perché il rischio di trovarsi in disaccordo pure sul destino politico del Cavaliere è altissimo. Il Partito Democratico sambenedettese si interroga e i dubbi vanno ad invadere pure una sfera – quella dell’antiberlusconismo – che in passato aveva al contrario garantito compattezza.

Il questionario è stato distribuito nel corso dell’assemblea degli iscritti di martedì sera. Compilazione anonima, non sul momento – troppo impegnativa – bensì a domicilio. Per i tempi di riconsegna non c’è scadenza e nemmeno la valenza dell’iniziativa è stata comunicata ai militanti.

“Quali sono le priorità del Governo Letta?”, si chiede ancora. Inoltre, “nel caso cadesse questo Governo, cosa dovrebbe fare il Pd?”. Due i percorsi: trovare una maggioranza alternativa per realizzare una nuova legge elettorale e correre dritti al voto o comporre un esecutivo alternativo per portare raggiungere gli obiettivi importanti per il Paese?. Infine, tema libero: “Cosa vuoi dal Partito Democratico?”.

E l’ambito locale? Tranquilli, c’è spazio anche per quello. “Quali le priorità per San Benedetto?”. Il listone include il nuovo lungomare, i lavori sull’Albula, la bretella collinare, lo sviluppo delle energie alternative, il sostegno al turismo e alla pesca, il potenziamento delle politiche per il Sociale, la pulizia delle strade, la raccolta differenziata e, dulcis in fundo, gli interventi per la sistemazione del Riviera delle Palme.

Lumi sullo stadio in un questionario, mentre l’assemblea discuteva d’altro. D’altronde, l’argomento non era all’ordine del giorno ed era stato abbondantemente dibattuto poche ore prima nell’infuocata riunione di maggioranza. Qui, i consiglieri Zocchi e Pasqualini avevano alzato così tanto la voce che il primo cittadino era stato costretto a rinviare la discussione a nuova data.

Altro clima in Via Manara, animato solo da coloro che avevano appreso del terremoto politico in atto: “Oggi pomeriggio è stato un macello”, era il commento che circolava sottovoce. Nel frattempo, il segretario Roberto Giobbi riferiva i numeri del bilancio finanziario: debito di 8 mila euro, accumulato negli anni pregressi, a differenza di un 2013 in sostanziale pareggio.

“Probabilmente è stato compiuto il passo più lungo della gamba”, ammette il traghettatore. “Cercheremo di recuperare”. Come? “Qualche amministratore non ha versato la quota, ci sono degli arretrati”. Le spese maggiori riguardano pertanto gli affitti delle sedi non di proprietà: quelle di Via Balilla e Via Damiano Chiesa, oltre alla sala convegni dell’Hotel Progresso.

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