SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La crisi profonda dell’amministrazione Gaspari sta tutta in un annuncio: “Ci aggiorniamo a venerdì”. Che significa nuova riunione di maggioranza in vista del Consiglio del 9 settembre, nel quale si dovrebbe ufficializzare l’affidamento per la stagione 2013-2014 dello stadio Riviera delle Palme all’Asd Sambenedettese.

Il condizionale è d’obbigo, soprattutto all’indomani del faccia a faccia andato in scena martedì pomeriggio tra il sindaco e la sua coalizione. Malumori, musi lunghi e vere e proprie contestazioni.
Nel Partito Democratico la frangia dei dissidenti si è allargata: a Loredana Emili e Sergio Pezzuoli si sono aggiunti anche Gianluca Pasqualini ed Alessandro Zocchi, che potrebbero clamorosamente decidere di disertare l’assise.

“Ho chiesto lumi – dice Pasqualini – ho delle grosse perplessità a presentarmi lunedì sera, vediamo quali risposte mi verranno date al prossimo incontro. L’amministrazione ha commesso grossissimi errori sul tema stadio e, ancor prima, in occasione della vicenda del distributore di benzina low-cost. Il fatto che nessuno abbia risposto al bando è una sconfitta per il Comune, è inutile rigirare la frittata. Gli Uffici sono stati un anno dietro alla questione”.

Per quel che riguarda invece il Riviera delle Palme, si racconta di una segretaria generale letteralmente tempestata di domande. A porle un sempre più dubbioso Zocchi che, come Pasqualini, prima di affidare la struttura a una nuova società è intenzionato a porre un punto definitivo sui fatti pregressi, ancora non chiariti.

Un problema non da poco per la stabilità politica del primo cittadino. Il raggiungimento del numero legate per l’avvio del civico consesso non è affatto assicurato. Ecco allora necessario un nuovo confronto per tentare di ricomporre i cocci. Basterà?

A complicare i piani di Gaspari ci si mette pure l’Udc. Icona del presenzialismo astensionista, il consigliere Domenico Pellei potrebbe stavolta modificare la rotta. I centristi parlano chiaramente di “pasticcio”. Per loro l’affaire stadio è stato gestito in maniera pessima dall’inizio fino ad oggi.

L’ultima mazzata in ordine di tempo potrebbe rappresentarla un esposto alla Procura della Repubblica ad opera di Daniele Primavera. La denuncia del coordinatore provinciale di Rifondazione Comunista, se confermata, farebbe tremare ulteriormente il Palazzo. “Il Comune – afferma Primavera – dopo aver autorizzato la Decasol a costruire l’impianto fotovoltaico ha clamorosamente comunicato l’avvio della procedura d’annullamento della voltura della concessione edilizia. Un’azione a dir poco confusa che espone l’ente ad una possibile richiesta di risarcimento milionario, dato che il legale dell’azienda ha già minacciato ricorsi. Questo epilogo sembra sia stato cercato e voluto”.

La Decasol era subentrata in corsa, senza gara. A chiamarla in causa lo stesso Comune. Si sarebbe impegnata a realizzare opere per un totale di quasi 5 milioni. Tuttavia, se il Comune avesse rescisso il contratto prima della scadenza – come sembra sia accaduto – senza una giusta causa, sarebbe partita la domanda di risarcimento.

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