GROTTAMMARE – Un bilancio non da grande Città quello di Grottammare, ma grazie alla rete di professionisti legata al direttore artistico Federico Paci e a Pierre Réach, il Festival Liszt può vantare davvero un gran successo. Circa 200 persone a serata e la presenza su palcoscenico di pianisti italiani che stanno facendo fortuna in giro per il mondo.

“Ci eravamo posti l’obiettivo di posizionare il festival in una vetrina internazionale e ci siamo riusciti. Sono contento, l’avevo detto che sarebbe stato un bel festival- ha commentato il direttore artistico Paci- con un’ottima presenza. Già penso al futuro, se sia possibile ospitare un complesso di archi per affrontare un’altra parte del vastissimo repertorio lisztiano”
Il Festival di Grottammare è ormai un punto fermo tra le attività dedicate al musicista ungherese ma è divenuto nel tempo portavoce della buona musica.
“Da sottolineare la elevatissima percentuale di giovani- commenta Rita Virgili– e il pubblico di qualità, accanto all’appassionato anche personaggi come direttori artistici di altri festival: ciò significa che la proposta è stata interessante”.
In più sembrerebbe che i pianisti siano rimasti estasiati dalla bellezza del Paese Alto, “così soave e silenzioso di giorno e con i locali aperti di notte”.
Addirittura Giovanni Bellucci sembrerebbe aver aver espresso il desiderio di voler tornare a Grottammare per presentare un suo libro.

“Il festival Liszt- continua il sindaco Enrico Piergallini– affronta con due certezze il futuro: presentarsi in una città di provincia d’estate come una iniziativa di impegno e ricerca ed essere apprezzata dal pubblico; essere l’iniziativa che ha valorizzato il Borgo tanti anni fa”.
Il primo cittadino poi lancia l’idea di promuovere in blocco tutto il cartellone estivo 2014 del vecchio incasato e magari dargli il nome di “Echos”, in riferimento alla poesia “Grottammare” in cui Ferlinghetti parla di “un eco di sirena”.

Un omaggio alla città è arrivato da Réach: “Grottammare fa parte della mia vita di musicista è  una grande emozione. Ricordo che i musicisti si sanno programmare ma servono i politici per far crescere una manifestazione che attiri gente da fuori. In più si dovrebbe puntare a creare un centro musicale per i giovani, per dare loro la possibilità di farsi conoscere. Bisogna approfittare di un momento di crisi per creare una sorta di famiglia che tuteli i musicisti”.

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