SAN BENEDETTO DEL TRONTO – “Solidarietà alla marineria sambenedettese”. È quanto si legge sullo striscione affisso nella notte tra mercoledì e giovedì da CasaPound Italia, davanti al mercato ittico.

“Con questo striscione – spiega il movimento – vogliamo manifestare la nostra contrarietà e le nostre preoccupazioni per le scelte in merito al fermo biologico della pesca. Le nostre marinerie si trovano con le mani in mano dal 5 agosto e non potranno lavorare fino al 15 settembre. Rispetto al 2012, infatti, si è passati da 30 giorni a 45 giorni di fermo. La tutela dell’ambiente – prosegue CasaPound Italia – è un punto fondamentale del nostro programma, ma questo tipo di fermo biologico, oltre a non salvaguardare l’ambiente marino, è assai dannoso per tutta l’economia del comparto pesca. Mentre i nostri pescherecci sono a riposo forzato in porto, quelli croati si avvicinano alle coste marchigiane, cosa che non fanno durante il resto dell’anno. In questo modo i pescherecci croati tutelano e salvaguardano le risorse marittime all’interno delle loro acque territoriali, sfruttando le nostre. Anche i consumatori pagano di tasca propria questa situazione inaccettabile. Al mercato ittico di San Benedetto, prima del fermo biologico, i merluzzi, ad esempio, venivano venduti tra i 2 e i 4 euro, mentre ora che sono importati dalla Croazia arrivano a toccare i 10-15 euro. E al danno si aggiunge la beffa, perché i nostri pescatori devono ancora percepire il rimborso del fermo biologico del 2012. In sostanza si trovano senza soldi e senza lavoro (e non per colpa loro!), così chi ha ancora una barca preferisce rottamarla e ricevere i finanziamenti, piuttosto che continuare a portare avanti questa attività tradizionale”.

Secondo Casa Pound la situazione non sarebbe migliore sul fronte del turismo, “dato che per colpa di amministrazioni disinteressate le coste balcaniche hanno sottratto a San Benedetto il primato del turismo proveniente dal nord Europa. È tempo che i cittadini non subiscano più passivamente certe decisioni scellerate e che la città torni a occupare il posto che le spetta, quello fra i primissimi porti pescherecci e fra le primissime mete balneari in Italia”.

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