SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tante bellezze poco sfruttate. Perché se da una parte ci sono regioni che abusano di visibilità grazie alle fiction, dall’altra ce ne sono alcune completamente sconosciute al pubblico televisivo. Per lo sceneggiatore Enrico Vanzina le Marche appartengono alla seconda categoria. “Ed è un peccato, dato che godete di posti incredibili ed i costi dell’operazione sarebbero ridotti”.

Le mete al contrario più fortunate? Certamente la Puglia e il Piemonte. Ma anche l’Umbria, tappa prediletta dai produttori di “Don Matteo” (Gubbio) e “Carabinieri” (Città della Pieve).

Le Marche non brillano in tal senso. La vostra Film Commission non ha mai avuto contatti con noi, non li ho mai visti”. La struttura operativa in questione si prefigge lo scopo di promuovere il territorio e la cultura attraverso lo sviluppo della produzione cinematografica e televisiva in ambito regionale.

“Se fossi assessore – ha spiegato Vanzina rivolgendosi a Margherita Sorge – batterei questa strada. A San Benedetto avete una ricezione alberghiera pazzesca. Usufruitene”.

Il Piceno non sfigurerebbe insomma. Soprattutto in una serie televisiva “che non contempla punti di vista”. Discorso differente per il cinema: “Per raccontare le Marche o la Riviera delle Palme occorre qualcuno che conosca a fondo il posto. Nei film ho sempre mostrato sincerità, narrando aspetti che sentivo vicini a me. L’anima adriatica non l’ho ancora sondata, potrei girare qui degli spezzoni di qualche pellicola, tuttavia non saprei approfondire”.

Letteralmente innamorato del lungomare sambenedettese, Vanzina lo ha voluto percorrere in bicicletta. “Pure le strade interne posseggono il loro fascino. Siete una piccola Miami, una realtà non concepita solamente per le vacanze”.

“ATTENTI AI RUSSI” Nell’estate dell’invasione russa rimarcata dall’amministrazione comunale, lo sceneggiatore va controcorrente e lancia l’allarme: “E’ pericoloso, si rischia concretamente di cambiar pelle e di perdere la propria identità”. Vanzina cita quindi Forte dei Marmi: “Là ci sono moltissimi russi. I menù dei ristoranti riportano sempre più piatti dell’est. Non rinunciate alle vostre tradizioni”.

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