SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Traghettatore impallinato. Da figura di transizione a segretario fantasma, per chi considera il ruolo di Roberto Giobbi funzionale al sindaco Gaspari.

L’avventura a capo del Partito Democratico locale ha già superato i trenta giorni. Un mese di silenzi e mancate riunioni, avvantaggiati dal sole, dalle ferie, dal mare. Eppure, una parte dei democratici avrebbe voluto discutere, confrontarsi, magari pure litigare. I temi in effetti non mancavano: la vicenda estiva della Sambenedettese; la questione del distributore di benzina low-cost, legata o meno alla gestione dello stadio Riviera delle Palme; il ripascimento estivo eseguito a stagione avviata.

Il livello  dell’ emergenza e di attenzione  incombe da tempo sull’amministrazione comunale e sul Pd”, denuncia l’ex dirigente Start, Nazzareno Trevisani. “L’estemporaneo viaggio estivo del sindaco a Ekaterimburg all’ inseguimento di turisti russi è sembrato più che altro un diversivo per alleggerire l’interesse dei media e della opinione pubblica dai pressanti  problemi della città, da ultimo ancora gli allagamenti”.

Sempre a detta di Trevisani, militante doc, “per Gaspari traghettare significa non dire e non  far niente, non disturbare il manovratore. Ad un dirigente politico il concetto di autonomia tra partito e istituzione dovrebbe essere ben presente e chiaro. La prima uscita pubblica di Giobbi è stata la reprimenda contro chi ha azzardato criticare l’amministrazione sulla qualità della raccolta dei rifiuti. I panni sporchi si lavano in casa. Se non siamo al livello del Pcus poco ci manca. Se critico in piazza i contenuti  dell’opuscolo di Gaspari  mi mandate in Siberia? Per altro, la sua precedente  presa di posizione  sulla buona qualità delle pensiline fotovoltaiche, arricchita dal parallelo positivo con la Torre Eiffel, mi aveva fatto accapponare la pelle. A più di trenta giorni dalla sua elezione, Giobbi non ha comunicato nulla agli iscritti che hanno subìto la sostituzione del  dimissionato Gregori come un semplice avvicendamento alla stregua di un atto dovuto per  raggiunti limiti d’età o perché non ne aveva più voglia. Lo statuto stabilisce che  chi si candida a segretario comunale deve presentare  le motivazioni ed il suo programma. Lo invito pertanto ad indire a giorni  l’assemblea degli iscritti e apra il dibattito su tutti i temi all’ordine del giorno in città”.

Il monito, oltre ad essere inviato alla stampa, è finito nella casella di posta dello stesso Giobbi, corso immediatamente ai ripari con la comunicazione della imminente calendarizzazione le unioni comunali e delle assemblee degli iscritti che verteranno sulle problematiche cogenti che riguardano San Benedetto, sul funzionamento del partito e sulla presentazione del bilancio (del Pd) del 2013.

A questo punto resta da capire se l’appuntamento andrà in scena prima del prossimo Consiglio Comunale, previsto per il 9 settembre. Qui verrà discussa la convenzione che porterà alla nuova gestione dello stadio, dopo la rivoluzione ai vertici del club rossoblu.

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