SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Domenica mattina, ore 11. Sole, mare calmo, spiaggia sambenedettese piena di bagnanti. All’improvviso ecco il rumore di un aeroplano e la comparsa di un lungo striscione a rimorchio. Lo sguardo si alza in cielo e lo sfottò è servito: “Sua Eccellenza Sambenedettese. 4 adios”.

Lo scherzetto porta la firma di alcuni supporters ascolani. Annunciata da tempo e caricata dal “finto funerale” celebrato in Riviera appena venne ufficializzata la retrocessione della compagine di Silva in Lega Pro, l’iniziativa fa riferimento al quarto fallimento negli ultimi vent’anni da parte del club rossoblu, con annessa ripartenza dal campionato di Eccellenza, nonostante la promozione in Seconda Divisione ottenuta sul campo lo scorso maggio. Il velivolo è poi atterrato a Civitanova.

A dire il vero, quella degli aerei da far sorvolare sulle spiagge in piena estate non è un’idea dell’ultimo momento. Già tre anni fa, sempre i tifosi del Picchio adottarono il medesimo stratagemma, ma ai danni dell’Ancona, crollata dalla serie B all’Eccellenza. Per i dorici lo slogan non fu più mite: “Cucù. E l’Ancona non c’è più”.

Le reazioni sono state delle più disparate. Dall’iniziale smarrimento all’irritazione, passando per chi invece ha incassato con stile la goliardata. “Falliti sì, scalzi mai”, è stata la replica di chi ha immediatamente ricordato la recente disavventura della società picena, costretta ad annullare l’amichevole con la Jesina a causa del furto degli scarpini.

Chi non ha gradito ha perlopiù contestato l’invasione di campo. L’oltraggio tra le mura amiche non è proprio andato giù. Anche perché la ferita per le ultime disavventure dirigenziali è ancora fresca.

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